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05/12/2020

Mancano i certificati antimafia: bloccato l’appalto sui rifiuti

Il Messaggero

FALSO, LA SEGRETARIA GENERALE SI RIFIUTA DI FIRMARE IL PIANO DA 40 MILIONI IN BASE A UN'AUTOCERTIFICAZIONE INTERVIENE L'ANAC
ARDEA
La strada per arrivare all'assegnazione dell'appalto da 40 milioni per la raccolta dei rifiuti porta a porta ad Ardea è sempre più in salita. Tutto sembrava essere pronto, poi l'iter si è arenato. L'argomento è stato al centro della commissione trasparenza di ieri. Ci sono due scogli che pesano come un macigno sulla trasparenza dell'operazione: manca la certificazione antimafia della società vincitrice, una Ati - associazione temporanea di scopo - di cui fa parte anche la Am technology, società che fa capo ad Andrea Abagnale e Daniele Manfuso, soci di Igiene Urbana, la ditta che si sta attualmente occupando della raccolta dei rifiuti ad Ardea. In sostanza, c'è solo una autocertificazione non suffragata da riscontri formali da parte della Città metropolitana, che ha curato la gara d'appalto. Non solo: non risultano depositate polizze fideiussorie a garanzia dell'appalto.
«Quando si roga un contratto da 40 milioni, bisogna assicurare la legalità dell'operazione. Ho chiesto all'ufficio tecnico di avere questi atti, fino a che non avrò risposte non si andrà avanti», ha detto durante la commissione il segretario generale di Ardea Daniela Falso, colei che dovrà materialmente firmare il rogito. La risposta del dirigente dell'area tecnica, che in sostanza ha scaricato ogni responsabilità sullo stesso segretario, ha provocato l'abbandono della seduta da parte della Falso. Ora si attende il parere dell'Anac, l'autorità anticorruzione.
Della questione è stato interessato anche Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia. Peraltro, nei comuni campani dove Am technology gestisce la raccolta dei rifiuti ci sono indagini da parte dei carabinieri. C'è poi un altro problema: l'assegnazione dell'appalto all'Ati è stata fatta da una commissione presieduta da Vito Marino Bruno, all'epoca dirigente al Comune di Ardea, un aspetto che vizierebbe l'intero procedimento. Anche il sindaco M5S Mario Savarese è d'accordo nell'attendere chiarimenti da parte di Anac, ma ha puntato il dito contro le richieste di pagamenti da parte di Igiene Urbana: «La ditta ha ottenuto un pignoramento per soldi non dovuti, perché i servizi che ci ha fatturato sono già previsti dal contratto in essere ha detto alla commissione non possiamo pagare fatture contestate. In tutto questo conclude a rimetterci sono i lavoratori e la pulizia del territorio».
Stefano Cortelletti
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