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19/12/2020

L’Ordine degli architetti ricorre al Tar sul Liceo

Il Messaggero

SEMPRE PIÙ IN SALITA L'APPALTO PER L'ADEGUAMENTO SISMICO DELLA SEDE DEL CLASSICO OVIDIO DI PIAZZA XX SETTEMBRE
SULMONA
La strada dell'appalto per l'adeguamento sismico della sede del liceo classico Ovidio di piazza XX settembre è sempre più in salita. La correzione in corsa fatta dal Comune per aggiungere qualche euro all'incarico del progettista e cercare di venire incontro alla diffida fatta dall'Ordine degli architetti, non è servita infatti a placare gli animi.
L'altra sera, infatti, lo stesso Ordine ha deliberato di procedere con un ricorso al Tar per far sospendere subito la gara d'appalto la cui scadenza è stata spostata dal 21 dicembre all'8 gennaio. Gli architetti contestano più di un punto: sia sul compenso destinato al professionista progettista, sia alla tipologia di procedura scelta. Per quanto riguarda il compenso il Comune ha portato la parcella da 20mila a circa 35mila euro, frutto di un abbattimento, come previsto dalla legge per le opere pubbliche, del 30% sul minimo tabellario. Minimo, però, contestano gli architetti, che è stato calcolato su un progetto solo strutturale, mentre quello del liceo classico, in quanto bene vincolato, rientra in tutt'altra, e più esosa, categoria di progettazione. Basterebbe questo per bloccare l'appalto, ma nel ricorso l'Ordine degli architetti farà valere anche quello che è, al di là delle parcelle, il vero vulnus dell'appalto integrato. A questa procedura, infatti, si può ricorrere solo a una condizione, ovvero che ricorra l'elemento dell'innovazione tecnologica che, al momento, non esiste. A questo va poi aggiunta la possibilità che il vecchio progettista, a cui è stato unilateralmente revocato l'incarico possa ricorrere anche in via risarcitoria nei confronti di una transazione che non ha mai sottoscritto.
Insomma un bel ginepraio che con il ricorso al Tar forse potrà evitare di far incorrere dopo eventuale aggiudicazione, in altri possibili ricorsi, infilando la sede di piazza XX settembre in un vicolo cieco, più di quanto non lo sia stato negli ultimi undici anni, da quando cioè ha chiuso i battenti. «Non ci vogliono spiccate doti per capire che l'assessore Zavarella- commenta il Pd-, di cui non è dato conoscere competenze specifiche, oltre la propensione a ripulire giardini a fini elettorali, piovutoci tra capo e collo come una delle tante fatalità che caratterizzano questa amministrazione, ha dovuto semplicemente obbedire a chi gli ordinava di gettare fumo negli occhi dei sulmonesi, rendendo così di fatto addirittura più complessa la risoluzione del problema del liceo classico».
Patrizio Iavarone
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