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19/12/2020

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI PIANI

Business People

PROGETTO MANAGER
Come l'affamato invitato a un ricco banchetto, il nostro Paese è abbagliato dall'abbondanza e discute da mesi delle risorse messe a disposizione dagli interventi straordinari della UE: Recovery Fund (in realtà Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza inserito nel Piano NextGenerationEU), Mes, Sure (di cui sì parla pochissimo). La corsa a presentare progetti da includere nei Piani ha portato a estrarre dai cassetti dei Ministeri lavori già datati, a sviluppare nuove idee, ancora lontane dallo studio di fattibilità, a riorganizzare azioni in corso e progetti in cantiere. Dopo anni di carenza la fame d'interventi è tanta, le materie e gli ambiti d'intervento non mancano, ma sapremo garantirne l'organicità? Rischiamo, inoltre, di sprecare risorse Inseguendo progetti già datati. La preoccupazione maggiore però viene dalle incertezze sulla governance dei programmi e dei progetti - augurandoci che non si voglia ricorrere a centinaia di Commissari straordinari - e soprattutto dall'assenza di piani su reperimento e organizzazione delle competenze necessarie. Serviranno migliala di manager e di tecnici per garantire la progettazione esecutiva e la realizzazione di interventi così ampi e profondi. Senza dimenticare che alcuni settori dell'amministrazione dovranno essere profondamente riformati e potenziati. Pur immaginando un ampio ricorso ad appalti ed esternalizzazloni, chi sarà in grado di scrivere i capitolati, controllare gli avanzamenti e i risultati, garantire il coordinamento tra i diversi progetti, che si sovrapporranno in molti ambiti? Richiede un lavoro più organico e articolato, ma perché i fondi siano ben indirizzati e amministrati occorre potenziare le strutture pubbliche dedicate alla loro gestione: società in house e agenzie regionali posso rappresentare un braccio operativo importante, ma le procedure di selezione e assunzione devono essere trasparenti, rapide, mirate, sottratte alle logiche e ai contenziosi tipici dei mega-concorsi pubblici. Da più parti si reclama poi una revisione del Codice degli Appalti: senz'altro necessaria, ma inserendo contemporaneamente le necessarie competenze tecnico-gestionali nelle stazioni appaltanti. Occorre poi potenziare le partnership con le organizzazioni professionali e di rappresentanza, per attingere In modo organico alle tante competenze disponibili. Senza dimenticare la dimensione territoriale: le Regioni, già in affanno per l'emergenza sanitaria, dove troveranno le risorse umane per gestire l'attuazione dei progetti? E le profonde differenze - dimensionali o di capacità amministrativa - come potranno essere colmate prima che divengano un problema insormontabile? Con quali regole il Governo centrale potrà esercitare deleghe o poteri sostitutivi, non avendo affrontato e risolto il tema dell'autonomia differenziata? Ci avviamo così al banchetto delle risorse europee con una leggerezza incolpevole, candidandoci all'Indigestione e alla lavanda gastrica.

Foto: Mario Mantovani


Foto: È presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional di commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. L'associazione rappresenta in tutto il Paese oltre 37mila professionisti