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05/01/2021

Le aziende di Prato non vincono gli appalti

QN - La Nazione

PRATO «Abbiamo operai, mezzi, competenze e disponibilità ma da due anni non possiamo partecipare alle gare del Comune perché abbiamo esaurito gli inviti. E' una situazione paradossale e preoccupante». A lanciare l'allarme nel settore edile è il presidente di Ance Toscana Nord (Confindustria) Alessandro Cafissi che chiede sia al Comune che alla Regione di cambiare le regole negli appalti con procedura negoziata. Stiamo parlando di quelle gare pubbliche, sopra i 150.000 euro di importo, in cui è il Comune a invitare ditte da tutta Italia in base a un elenco che comprende circa 430 aziende. Il caso appalti è tornato alla ribalta dopo la pubblicazione, da parte del consigliere comunale della Lega Marco Curcio, dei dati sulle gare assegnate nel 2020 dal Comune. Su circa 4,5 milioni di cantieri, solo 250.000 euro sono finiti ad aziende pratesi che si occupano di lavori pubblici. «Il sistema ideato dal Comune sugli inviti ha funzionato benissimo nel primo anno del triennio 2018/2020 - spiega Cafissi - Ma già al termine del 2018 tutte le aziende pratesi avevano esaurito le chance di partecipazione a loro disposizione. E così su Prato siamo di fatto fermi da due anni». Secondo Ance il risultato di questa situazione non porta benefici al territorio, né dal punto di vista economico né sulle tempistiche dei lavori pubblici. «Prendiamo il caso di viale Montegrappa - prosegue Cafissi - I lavori dovevano essere effettuati durante il lockdown ma la ditta che ha vinto l'appalto veniva da fuori regione e quindi ha chiesto di prorogare l'inizio del cantiere. Un'azienda pratese non avrebbe avuto questi problemi». Cafissi critica anche il sistema della Regione che fa gare aperte a sorteggio. «Qui il meccanismo è ancora più paradossale perché con una simile procedura si iscrivono alla gara fino a 500 aziende da tutta Italia e questo rende infiniti i tempi burocratici di verifica dei requisiti di partecipazione. Regione e Comune dovrebbero invece sfruttare le opportunità fornite dal decreto Semplificazione, dando maggiori poteri nella scelta degli inviti ai tecnici responsabili del procedimento». Anche il leghista Curcio chiede di cambiare le regole: «Se solo il 6% degli appalti del Comune in un anno viene vinto da aziende pratesi allora significa che c'è un problema. Tutti si dicono sempre d'accordo nell'aiutare le imprese del territorio ma poi la politica deve passare dalle promesse ai fatti». Stefano De Biase © RIPRODUZIONE RISERVATA