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15/12/2020

Lavori sull’altopiano, difesa e accuse dell’ex sindaco

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LETTURA INEDITA DEI FATTI ORA DE RUGGIERI INDICA I GRAVI ERRORI COMMESSI
l È una lettera «torrenziale». L'ha inviata alla comunità l'ex sindaco Raffaello de Ruggieri . Prende spunto, a suo dire, da un'aggressione verbale «al limite della violenza fisica, da un eccitato cittadino», il quale gli addebitava «scempio in atto nell'area di Murgia Timone». Ma la sua lettura dei fatti è diversa e indica titolarità e responsabilità dei soggetti operanti sull'altopiano. «È necessario che la comunità sappia - scrive - che: 1) Il soggetto attuatore degli interventi del Parco della Storia dell'Uomo è Invitalia Spa, non il Comune di Matera; 2) Il progetto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nel 2016 per garantire la puntualità degli interventi; 3) Invitalia ha provveduto alla pubblicazione di un bando per la progettazione e, successivamente, ad un altro bando per l'ese cuzione delle opere da realizzare; 4) Il ruolo del Comune si è tradotto solo nell'offrire l'idea progettuale e raccomandazioni, molte volte non accolte, perché in contrasto con la rigida immodificabilità di un progetto approvato, contrattualizzato e quindi appaltato; 5) Il progetto vincitore della gara è stato studiato, approfondito e infine validato dopo circa una ventina di riunioni della conferenza di servizio che è organismo tecnico, non politico; 6) Tutto l'iter tecnico-procedurale è stato gestito autonomamente da Invitalia e il Sindaco di Matera non poteva chiedere la modifica di un progetto che ha vinto una gara d'appalto, né ordinare il fermo dei cantieri, in assenza di rilievi giuridicamente rilevanti che devono essere evidenziati dagli organismi tecnici (non politici) competenti». «È su queste basi - dice de Ruggieri - che nacque il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) di Matera. Poiché la struttura comunale, per la inadeguatezza numerica del personale, risultava fragile ed inidonea si ritenne unanimemente di assegnare ad Invitalia spa tale compito. Cosa è avvenuto? Il soggetto attuatore, non disponendo di proprie strutture operative, ha bandito gare pubbliche, prima per la scelta dei progetti da appaltare, poi per l'affidamento ad imprese della esecuzione di tali selezionati progetti. I contratti dei progetti vincenti e quelli per la esecuzione delle opere pubbliche conseguenti sono stati sottoscritti tra gli aggiudicatari dei bandi (professionisti ed imprese) ed Invitalia spa». «A riguardo - questi passaggi sono davvero interessanti - vi furono alcune sollevate riserve, rimaste "inevase", come la mia denuncia sulla inutilità del rifacimento della strada panoramica di Murgia Timone perché assorbiva rilevanti risorse sottratte all'obiettivo principale del progetto, ovvero la conservazione e restauro dei monumenti rupestri. Così anche la opportunità che le chiusure delle chiese rupestri fossero realizzate con le forme e le funzionalità già collaudate e apprezzate in effettuati precedenti restauri ed ancora la necessità di tenuta rispettosa dei cantieri che non potevano essere violentati dall'ordinaria irruzione di mezzi meccanici e dalla presenza di scandalose recinzioni di sicurezza in plastica arancione. Ero e sono convinto che i lavori di restauro di luoghi "sensibili" escludono l'uso di pesanti e invadenti mezzi meccanici. Il Sindaco, quindi, o meglio il governo della Città, è rimasto estraneo a tali percorsi procedurali ed attuativi, nei quali, ogni interferenza politica è considerata "abuso" e quindi bandita e impedita». «Mi domando - conclude de Ruggieri - perché le locali cordate ambientaliste non hanno informato le rispettive rappresentanze nazionali? Gli organi nazionali di Legambiente, Italia Nostra, Wwf, sono stati investiti del problema? Il mutismo dei livelli nazionali di tali associazioni è incomprensibile e certifica l'autarchia territoriale delle denunce. Oggi, senza gridare "al lupo al lupo" occorre investire del problema i segnalati organi di controllo che verifichino almeno il rigore nella organizzazione dei cantieri che, per inaccettabili e strumentali "ragioni di sicurezza", calpestano e violentano i nostri irripetibili luoghi della cultura rupestre».