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17/12/2020

La Finanza sequestra villa, auto e conti correnti

QN - La Nazione

LUCCA La Guardia di finanza di Lucca ha eseguito ieri un ingente sequestro di beni, tra Caserta e Lucca, per circa 750mila euro, costituiti da 8 conti correnti, 6 società, un'auto, terreni e una villa di pregio nella zona di Montecarlo. Il patrimonio sarà ora gestito da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Firenze. Il decreto di sequestro preventivo in base al "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione", è stato emesso dal Tribunale fiorentino nei confronti di Leonardo Piccolo, imprenditore 45enne originario di Caserta e residente a Montecarlo. Analoghe misure erano già state eseguite nel maggio scorso a carico del fratello e della moglie di quest'ultimo, attualmente residenti in provincia di Caserta, nei confronti dei quali era stato disposto il sequestro di beni per oltre 7 milioni di euro. L'attività prende spunto dall'operazione "Ghost Tender", condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lucca, diretto dal tenente colonnello Lorenzo Vanella, che, nel marzo 2018, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, aveva portato ai primi sequestri di beni, all'arresto di 5 persone tra la Toscana e la Campania e alla denuncia di altri appartenenti o fiancheggiatori di un'associazione a delinquere operativa dal luglio 2013 nella provincia di Lucca e contigua ad un clan camorristico ("Casalesi"- fazione "Zagaria") radicato nel casertano, dedita all'illecita aggiudicazione di appalti, alle frodi in pubbliche forniture e al riciclaggio. Nell'ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno ad imprenditori edili residenti in provincia di Lucca e Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali "apri e chiudi", si aggiudicavano decine di appalti della ASL 3 - Napoli Sud (con sede a Torre del Greco) - per milioni di euro - in relazione a commesse per lavori edili banditi con importi inferiori ai valori soglia, al di sopra dei quali sarebbe prevista la procedura ordinaria di affidamento. Lavori pagati, ma spesso neppure realizzati. Il procedimento penale è ancora in fase di udienza preliminare. Le indagini patrimoniali, coordinate dalla Procura di Firenze e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca, hanno evidenziato che l'imprenditore indagato avrebbe agevolato l'attività dell'associazione mafiosa dei "Casalesi - fazione Michele Zagaria. Nel contempo è stata appurata la sproporzione del patrimonio disponibile rispetto al proprio reddito, in relazione al periodo temporale di riferimento (2013- 2019). Il procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, e il sostituto presso la Dda di Firenze, Giulio Monferini, hanno chiesto così l'applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali e l'Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze, presieduto da Raffaele D'Isa, ha emesso il provvedimento relativo ai beni riconducibili al Piccolo. Nei confronti degli interessati è stata già fissata l'udienza per la discussione in ordine all'applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con obbligo di soggiorno per 3 anni e 6 mesi. L'operazione testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza a tutela dell'economia legale, il cui rilancio, di particolare importanza soprattutto nel difficile frangente causato dall'emergenza epidemiologica, si concretizza anche attraverso il contrasto alla corruzione, che altera le regole di sana competizione fra le imprese, danneggia gli imprenditori onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici. Paolo Pacini © RIPRODUZIONE RISERVATA