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01/01/2021

La corsia veloce del Recovery con commissariamenti e deroghe al codice appalti

Il Messaggero - Michele Di Branco

IL RETROSCENA
PER ACCELERARE I TEMPI VERRANNO CONFERMATE E POTENZIATE LE NORME INTRODOTTE CON IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI
ROMA Pieni poteri ai commissari e gare semplificate. Ci sono 50 opere per 40 miliardi di euro in ballo con il Recovery Plan ed il governo non ha alcuna intenzione di perdere tempo. Ed è per questa ragione che, in deroga a molte norme, Palazzo Chigi è intenzionato ad attingere a piene mani al decreto semplificazioni licenziato a settembre che contiene taluni provvedimenti che puntano a velocizzare procedure e lavori. Si parte in particolare dall'articolo 9 del provvedimento, quello che definisce i poteri dei commissari. "Il modello Genova" appare come la stella polare. Il commissario potrà agire in deroga al Codice appalti, ma non delle direttive europee. Dovrà in ogni caso rispettare alcune norme del codice di carattere generale, come le norme su concorrenza, durc, partecipazione e quelle sui conflitti di interesse. Ma avrà ampio margine di manovra amministrativo, gestionale e finanziario. Ovviamente, il commissario, dovrà rispettare le norme antimafia. Avrà a disposizione una propria contabilità e dovrà sottoporre i sui atti al controllo preventivo della Corte dei Conti. Dovrà poi trasmettere al Cipe (attraverso il ministero competente) i progetti approvati, il cronoprogramma dei lavori (con relativi Sal) ed anche il quadro economico degli interventi. Novità in arrivo in materia di gare, disciplinate dagli articoli 1 e 2 del decreto. Tre le linee direttive: meno imprese chiamate a partecipare, meno pubblicità e possibilità di convocazioni "ad personam". Le stazioni appaltanti, infatti, potranno procedere con l'affidamento diretto nel caso di lavori fino a 150mila euro o con la procedura negoziata in tutti gli altri casi. Tuttavia cambiano le regole: per opere tra 150mila e 350mila euro di valore verranno invitate al negoziato cinque imprese, dieci per opere da 350mila a 1 milione di euro, quindici fino a 5 milioni. Tra le altre novità, revisione delle procedure di valutazione d'impatto ambientale, consumo di suolo, deroghe alle procedure di dibattito pubblico, riforma del danno erariale e abuso d'ufficio, semplificazione e accelerazione del sistema delle verifiche antimafia. A questo proposito, l'articolo 2 comma 3 consente di stipulare, approvare o autorizzare contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture, sulla base di una informativa antimafia provvisoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Un cantiere stradale