scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
01/12/2020

Innovazione e bio, la via Emilia accelera

QN - Il Resto del Carlino

di Lorenzo Frassoldati BOLOGNA Forte accelerazione sul fronte dell'innovazione tecnologica e della digitalizzazione dei processi produttivi e il rafforzamento delle filiere agroalimentari, con focus su ortofrutta, vino e zootecnia. Sono le priorità indicate dalla Regione Emilia-Romagna in vista della messa a punto del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr) per concorrere all'utilizzo delle risorse europee del Recovery fund. In ballo c'è un pacchetto di 8 miliardi di euro a disposizione dell'agroalimentare italiano nei prossimi anni per dare un potente stimolo economico verso un'agricoltura più sostenibile e digitale, in linea con le strategie europee. Tra le proposte avanzate dalla Regione l'incremento del budget finanziario destinato ai contratti di filiera per favorire la riconversione varietale in campo ortofrutticolo, gli investimenti per l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione dei danni da calamità (gelo, grandine, insetti dannosi) e il rafforzamento del sostegno ai progetti di ricerca e sperimentazione. Nell'ambito del settore vitivinicolo si punta sullo sviluppo delle tecniche innovative e sostenibili, con particolare riguardo alla cosiddetta agricoltura di precisione, basata sull'utilizzo delle più avanzate tecnologie informatiche e satellitari. Nel bilancio di previsione 2021 dell'assessorato regionale all'Agricoltura è previsto lo stanziamento di 1,5 milioni di euro a sostegno della barbabietola da zucchero, oltre a risorse aggiuntive per il rimborso dei danni alle colture causati dagli animali selvatici e gli interventi per il sostegno al credito. In arrivo un bando da 2 milioni di euro a valere sul Psr 2014-20 per la biodiversità animale, ossia per quanti si impegnano ad allevare razze in via di estinzione, dai suini di Mora romagnola all'asino romagnolo, dal cavallo da tiro pesante al Bardigiano al cavallo del Ventasso, dalle pecore Cornigliese e Cornella bianca ai bovini di razza Modenese, Romagnola, Pontremolese e Reggiana, fino ai tacchini di Parma e Piacenza. L'Emilia-Romagna è sempre più bio. Negli ultimi sette anni, da quando è attivo il Psr 2014-2020, sono cresciute del 71% le imprese biologiche di produzione e di trasformazione certificate raggiungendo, da Piacenza a Rimini, le 6.100 unità, di cui 5.150 (l'85%) vere e proprie imprese agricole. Nello stesso tempo le superfici sono aumentate da 165.000 ettari a 172.000. Complessivamente 125milioni di euro sono stati immessi nel bio attraverso il Psr per la copertura dei costi di certificazione, la promozione dei prodotti, gli investimenti aziendali e di filiera, l'insediamento dei giovani agricoltori. E nel corso degli ultimi mesi, anche per sostenere le aziende alle prese con gli effetti della pandemia, si sono aggiunti ulteriori 7,3 milioni di euro che hanno permesso di approvare nuovi progetti grazie allo scorrimento delle graduatorie dei bandi. Per il sostegno agli investimenti delle cantine della regione sono stati erogati 30milioni di euro ai 1232 viticoltori e a 100 cantine di tutto il territorio regionale. L'Emilia-Romagna, inoltre, è stata la prima Regione a promuovere quest'anno il bando vigneti: 15,6 milioni di euro per rimodernizzarli. Il bando è stato chiuso lo scorso 15 settembre, con più di 1200 domande presentate. Lo scorso 3 agosto è uscito il nuovo bando sulla misura 'investimenti' del valore di 5,4 milioni di euro, destinato alle aziende vitivinicole che hanno anche la cantina e alle cantine cooperative per ammodernamenti e aperture spazi vendita, con contributi al 40%. È stata inoltre approvata la delibera regionale che regolerà il nuovo bando del valore di 6 milioni di euro per la promozione vinicola verso Paesi terzi. Rivolto a imprese singole o associate, il bando rientra nell'ambito del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo per la campagna 2020-2021 e finanzia con contributi che arrivano fino al 60% i progetti per favorire la conoscenza e la penetrazione commerciale sui mercati dei Paesi al di fuori dell'Unione europea delle bottiglie che escono dalle cantine dell'Emilia-Romagna a marchio Docg, Doc o Igt. © RIPRODUZIONE RISERVATA