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12/12/2020

«Infrastrutture, i fondi ci sono»

Il Sole 24 Ore - G.Sa.

«Infrastrutture, i fondi ci sono» -Servizio a pagina 8

ROMA

«Ammontano a oltre 35 miliardi le risorse di competenza per la realizzazione di tutte le opere pubbliche in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle stazioni appaltanti nazionali, per il triennio 2021-2023». È quanto afferma una nota del ministero guidato da Paola De Micheli che vuole fare chiarezza sulle dotazioni finanziarie per i lavori infrastrutturali, sui fondi del Ricovery, ma anche su quelli in arrivo con le ulteriori risorse del bilancio europeo e dei fondi strutturali.

«Si tratta - chiarisce la nota ministeriale - di una dotazione finanziaria imponente grazie a risorse stanziate negli anni precedenti, durante il 2020 e nella legge di bilancio 2021, e ovviamente in corso di stanziamento sul piano del Recovery. Al netto delle ulteriori risorse che saranno rese disponibili nei prossimi mesi dal fondo Sviluppo e coesione e dai fondi ordinari della programmazione europea».

Poi il ministero chiarisce il nodo della quota delle risorse aggiuntive all'interno del Recovery Plan. «Saranno quasi 10 miliardi le risorse aggiuntive solo nei primi tre anni grazie agli interventi dell'Unione europea, alle quali si aggiungono risorse ulteriori per tecnologie e mezzi di trasporto (autobus, treni e navi)». Inoltre - precisa ancora il dicastero -, «una quota parte sarà finanziata con i mutui più vantaggiosi all'interno del Piano Recovery che determinerà un beneficio immediato per la finanza pubblica, ma garantirà comunque il rifinanziamento dal 2024».

Per il ministero delle Infrastrutture «il fatto che le opere pubbliche oltre a contribuire al Pil possano migliorare anche la situazione generale del bilancio conferma la bontà delle scelte che il governo si appresta a definire».

Altro dato particolarmente rilevante, in un momento di crisi economica, è il cronoprogramma dell'utilizzo di queste risorse. «Se la dotazione finanziaria complessiva è pari a 35 miliardi - dice il ministerop di Porta Pia - i cronoprogramma attuativi che le stazioni appaltanti realizzeranno nei prossimi tre anni per le opere previste in Italia veloce, a carico della finanza statale, ammontano a oltre 27 miliardi». Si tratta, viene chiarito, «della cifra che nella programmazione delle stazioni appaltanti diventerà stato di avanzamento lavori, con effetti diretti sul sistema economico».

Infine, il riferimento alle nuove opere che saranno finanziate con i fondi aggiuntivi del Recovery Plan, ricordando che la spesa finanziata dalla Ue deve essere conclusa entro il 2026. «Le principali opere avviate con il Recovery fund - afferma il ministero - consentiranno la realizzazione entro il 2026 di lotti funzionali efficaci per la mobilità saranno completati entro il 2030 a valere sulle risorse nazionali».

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LE CIFRE IN GIOCO

10 miliardi

Le risorse aggiuntive

Quelle per le infrastrutture all'interno del Recovery Plan solo nei primi tre anni grazie agli interventi dell'Unione europea, alle quali si aggiungono risorse ulteriori per tecnologie e mezzi di trasporto (autobus, treni e navi)

27 miliardi

I cronoprogrammi attuativi

Quelli che le stazioni appaltanti realizzeranno nei prossimi tre anni per le opere previste in Italia veloce, a carico della finanza statale