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05/01/2021

Il miracoloso potere dell’urgenza

QN - La Nazione

La lezione dei cantieri rapidi
David Bruschi Prende quindi un grande sconforto se ci fermiamo a pensare che di costruire una nuova palazzina esterna all'ospedale se ne ragiona più o meno da 4 anni e, ormai estenuati dal sentirne parlare, ancora siamo lontani dal vedere un operaio in azione. Lo stesso sconforto assale chi attende in gloria il nuovo parco urbano, preso in ostaggio, fino allo scorso settembre, da una infinita battaglia giudiziaria che ha bloccato per quasi due anni l'abbattimento dell'ex Misericordia e Dolce. E allora: perché siamo andati oggi tanto veloci se fino all'altro giorno andavamo tanto lenti? Cos'è stato a farci cambiare così clamorosamente passo? Risposta: la contingenza certo, la paura del Covid, l'emergenza sanitaria e la necessità d'intervenire. Ma non è forse vero che tutto questo non basterebbe comunque per dare una smossa, che so, a un progetto elefantiaco come il sottopasso del Soccorso, ormai diventato il simbolo del sempre più sfinente 'vorrei ma non ci riesco'? No, non basterebbe perché mancherebbe la formulina magica. Quella che apre le porte. E che sta tutta nel numero 163. Indica l'articolo del codice degli appalti che disciplina le procedure in caso di somma urgenza (ecco l'urgenza che ritorna!). Quello su cui la Regione Toscana e poi l'Asl hanno deciso di fare forza per affidare i lavori in forma diretta e senza gara pubblica. Sì, lo sappiamo: in tempi normali e non eccezionali come questi le gare sono importanti, garantiscono la correttezza delle procedure, mettono tutti sullo stesso piano, evitano pericolose discrezionalità. Infatti nessuno chiede di aggirarle. Ma fra oggi e ieri, fra i cantieri speed e i cantieri flop, c'è troppa differenza per non capire che sul codice degli appalti bisognerà pure intervenire. Semplificare, alleggerire, snellire. Sarà quasi questione di vita o di morte. Più o meno come oggi.