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02/12/2020

Il Consiglio di Stato annulla l’appalto per il servizio di mensa nelle scuole

La Nuova Venezia - r.d.r.

San Donà
san donàTutta da rifare la gara d'appalto per il servizio di mensa per le scuole per del Comune di San Donà. Il Consiglio di Stato ha, infatti, accolto il ricorso presentato da Euroristorazione s.r.l. contro la Città metropolitana di Venezia (che ha bandito la gara con i suoi uffici) e il Comune di San Donà di Piave, nei confronti di Dussmann Service s.r.l., che si aggiudicò l'appalto della refezione scolastica per i biennio 2018-2020. Ora i giudici d'appello rovesciano in via definitiva quello che era stato il giudizio dei colleghi del Tribunale amministrativo del Veneto - che, invece, avevano respinto il ricorso - dichiarando nullo il provvedimento di aggiudicazione.Cosa è successo? La scelta del vincitore si era "giocata" sul costo orario del lavoro. In particolare, la Dussmann aveva ottenuto un punteggio favorevole perché aveva rispettato il rapporto di un addetto ogni 35 alunni indicato nella delibera, dichiarando un numero basso di assenze per "malattia, infortunio, maternità" (14 ore all'anno, poi sovrastimate dal Tar Veneto in 25) e per "permessi sindacali del propri addetti" (1,67 ore, poi arrotondate a 2 ). Gli avvocati di Eurostazione - i legali Giovanni Ferasin e Luca Mazzeo - hanno però contestando le anomalie del cosiddetto "tasso di assenteismo": secondo i calcoli dei ricorrenti, una "correzione" del numero delle ore di assenza, si sarebbe ripercossa sul costo del lavoro per oltre 50 mila euro, facendo così venir meno il vantaggio della Dussmann nel punteggio che le aveva permesso di aggiudicarsi l'appalto.Per i giudici amministrativi di appello: «La situazione di considerevole discordanza del tasso di assenteismo dichiarato da Dussmann Service è oggettivamente riscontrata agli atti», scrive il Consigli di stato. L'offerta dei "vincitori" sarebbe stata troppo bassa anche perché riferita al contratto di lavoro del 2013 e non a quello in vigore nel 2018. Di più, questo controllo sarebbe spettato alla stazione appaltante (la Città metropolitana per conto del Comune di San Donà) e non essere demandato ai giudici amministrativi: «La circostanza che la stazione appaltante si sia "accontentata" di giustificazioni che presentavano evidenziati profili di incongruenza, senza espressamente valutarli, rende a maggior ragione l'offerta incongrua».Appalto annullato. --r.d.r.