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12/12/2020

«I vigneti delle 5 Terre ai giovani coltivatori» Coldiretti: «Fuori dall’albo chi abbandona i terrazzamenti» Chieste nuove graduatorie per il Piano di Sviluppo Rurale La proposta

Il Secolo XIX - Patrizia Spora

Patrizia Spora / Cinque TerreNuove graduatorie per riassegnare ai produttori le risorse economiche inserite nel Piano di Sviluppo Rurale e non fornite alle aziende con i bandi precedenti. Creare una banca dati dove inserire tutti i diritti di impianto o reimpianto, assegnati in passato ad appezzamenti oggi abbandonati, per trasferirli sui terreni che i produttori vogliono recuperare.Sono le due misure sulle quali Coldiretti La Spezia è al lavoro su richiesta dei produttori delle Cinque Terre. I coltivatori chiedono che per rilanciare il settore agricolo, in questo periodo di pandemia, venga emessa una nuova graduatoria relativa al bando del Psr, che permetta ai produttori rimasti fuori dalle liste dei mesi scorsi di ottenere i fondi necessari da investire sul territorio. «Lo scorso maggio abbiamo partecipato al tavolo verde per il rilancio del settore agricolo - dice il direttore di Coldiretti Francesco Goffredo - In quell'occasione è stata approvata una delibera regionale, la numero 438 del 22 maggio, che permetta di utilizzare queste risorse economiche avanzate dai bandi precedenti. Si è stabilito che tutti i soldi avanzati dei vecchi bandi a quella data, possano essere reinvestiti attraverso una sorta di graduatoria che includa le aziende escluse dai bandi precedenti».Ottenere alcuni finanziamenti in questo periodo di crisi economica, per le aziende significa fare lavorare i dipendenti senza metterli in cassa integrazione e quindi investire le risorse dello Stato, ma soprattutto recuperare e manutenere il territorio. «Sono trascorsi sei mesi dall'incontro - prosegue Goffredo - Temo che la Regione abbia avuto difficoltà nel mappare e calcolare le risorse avanzate, che potrebbero essere anche di qualche milione di euro. Per stanziare i finanziamenti rimasti è necessario ricalcolare e fare nuovi bandi, ed è ciò che chiederemo». Altro ostacolo a rallentare il ritorno alla terra e il recupero dei terreni incolti è il sistema del diritto di impianto o reimpianto. Un'autorizzazione per creare nuovi impianti viticoli, in terrazzamenti recuperati, che prevede una richiesta di autorizzazione ma soprattutto impone che il terreno da reimpiantare sia stato iscritto, in passato, nell'albo della Doc, dell'Igt e appunto dei reimpianti, dal precedente proprietario. «Fino al 2016 si potevano compare e vendere i diritti a chi voleva produrre - conclude Goffredo - Ora l'Unione Europa ogni anno assegna alle regioni una quota dell'uno per cento di superficie vitata da recuperare. Nel 2019 avevamo 15 ettari da assegnare, ogni anno scendiamo per abbandono. La nostra proposta è quella di creare una banca dati che contenga tutti i diritti dormienti suo terreni abbandonati. Se per tre anni il proprietario non usa i terreni perde i diritti che vanno in questa banca dati e vengono assegnati a chi li richiede, così non depauperiamo il patrimonio storico e millenario, ma recuperiamo il territorio». --spora@ilsecoloxix.it© RIPRODUZIONE RISERVATA