scarica l'app
MENU
Chiudi
12/12/2020

I lavori pubblici sono accelerabili

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

L'ANALISI
Basta semplifi care le leggi senza farne delle nuove
Se si rinfaccia a un politico che sulla sburocratizzazione non si è fatto quasi nulla, risponderà che il tema è talmente complesso che è arduo intervenire. Si tratta di una bugia. Per incominciare sarebbe sufficiente un primo, semplice provvedimento: se un'amministrazione svolge un concorso e il vincitore dopo che ha incominciato i lavori per qualsiasi motivo (per esempio il fallimento) si ritira oppure il Tar blocca il cantiere, il committente dovrebbe avere la potestà di sostituire immediatamente l'impresa (nel primo caso) o di fare continuare i lavori sotto la supervisione di un proprio tecnico (nel secondo). Poi andrebbe fatta chiarezza sulle competenze, cioè a chi spetta la responsabilità della decisione sul finanziamento di un'opera. Ancora: basta con la schizofrenia normativa: Il vecchio codice degli appalti era stato cambiato 223 volte in nove anni, il nuovo (del 2016) ha già avuto più di 140 modifi che in quattro anni. Questi semplici accorgimenti consentirebbero una velocizzazione decisiva per la realizzazione dei lavori pubblici. Nelle scorse settimane una parte del Veneto s'è ritrovata sott'acqua. È vero che la tracimazione del Piave è stata determinata da una piena eccezionale ma essa sarebbe stata evitata se i lavori previsti da anni fossero stati realizzati. Nel 2017 il governo aveva stanziato 1,6 milioni di euro per la progettazione di questi lavori. Non un euro è stato fi nora speso. Motivo? Un comitato di pseudo-ambientalisti si è opposto ed è incominciato il rimpallo tra i ministeri e alla fi ne quello dell'Ambiente ha invitato la Regione ad adoperarsi per un «accordo volontario di programmazione strategica negoziata». Cioè il nulla. E i vigneti di prosecco a giugno si sono trasformati in laguna mentre qualche giorni fa il bellunese s'è ritrovato in ginocchio. Secondo i tecnici occorrono 23 casse di espansione, ne sono state realizzata appena tre. Un altro esempio sono i lavori al Commissariato di polizia di San Giovanni in Persiceto (Bologna), quasi inagibile. Dopo un lungo iter, due anni fa sono fi nalmente incominciati, ma quasi subito interrotti perché l'impresa che si è aggiudicata l'appalto è fallita. C'è stato bisogno di una nuova gara, che si sta faticosamente mettendo in moto. Mentre i 200 mila euro del costo dei lavori sono in un cassetto e l'edifi cio va in malora. Nel primo caso manca un responsabile da chiamare in causa per l'alluvione, nel secondo l'ostacolo insormontabile è la proceduta farraginosa. Basterebbe partire da qui.