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08/01/2021

Gli occhi della criminalità sulle nostre imprese

QN - Il Resto del Carlino

di Fabio Castori «Le caratteristiche del sistema economico-produttivo marchigiano e in particolare quello del Fermano e del Maceratese richiamano fortemente gli interessi della criminalità organizzata, soprattutto in funzione del riciclaggio e del reinvestimento dei capitali illecitamente acquisiti». E' il monito della Dia, Direzione investigativa antimafia, che emerge dal rapporto semestrale presentato al ministero dell'Interno e che pone il Fermano al centro degli interessi delle organizzazioni criminali per la sua posizione geografica centrale, che rappresenta anche un importante snodo nell'ambito della rete di collegamenti terresti tra il nord e il sud della Penisola. Una situazione che però prende le mosse principalmente dal tessuto economico dell'intera regione: «Nel 2018 sono risultate registrate, presso le Camere di commercio della regione Marche, 170.188 imprese, con una densità di 11,20 ogni 100 abitanti, superiore al dato nazionale, pari a 10,1 imprese ogni 100 abitanti. L'alta densità imprenditoriale è correlata soprattutto alla diffusione di realtà produttive di dimensioni piccole e medie: sussistono produzioni agricole di eccellenza, impianti industriali ed artigianali caratterizzati dalla propensione all'innovazione tecnologica, nonché insediamenti e strutture turistiche sia sul litorale che nell'entroterra». Il territorio sconta anche la sua posizione baricentrica in Italia, così come tutta la regione, che vede la presenza di un porto importante come quello di Ancona. «E' un potenziale crocevia - si legge nel rapporto - anche di prodotti illeciti, quali le sostanze stupefacenti, le sigarette di contrabbando, le merci oggetto di ricettazione, quelle contraffatte e i rifiuti speciali». A gennaio sono state sequestrate circa 40 tonnellate di pannelli fotovoltaici fuori uso sprovvisti della necessaria documentazione di provenienza e funzionalità, pronti per essere spediti in Mauritania tramite una impresa belga. A settembre, invece, il sequestro ha interessato il tentativo di spedizione, verso il Camerun, di 27 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche provenienti da Montegranaro. Attenzione anche alle infiltrazioni mafiose per la ricostruzione post sisma: «Le consistenti risorse pubbliche investite in questa delicata fase di ricostruzione fanno permanere alta l'attenzione per il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti». Un contrasto attivo che, secondo i dati pubblicati dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, vede le forze dell'ordine in prima linea. «Ad inizio 2020 - secondo il rapporto della Dia - risultano in atto le procedure per la gestione di 38 immobili, mentre altri 19 sono già stati destinati. Sono altresì in atto le procedure per la gestione di 5 aziende operanti nei settori della ristorazione, delle costruzioni e di altri servizi pubblici e sociali». © RIPRODUZIONE RISERVATA