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22/12/2020

Gianpi forniva le escort perché cercava appalti

La Repubblica - Isabella Maselli

Lo scandalo
● a pagina 5 "L'essere umano merita assoluto rispetto di per sé e quindi deve essere trattato come un fine e mai come un mezzo". E' il principio costituzionale in base al quale la Corte di Appello di Bari non ha potuto assolvere Gianpaolo Tarantini dalle accuse di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione nella vicenda "escort". L'imprenditore barese avrebbe "usato" donne "avvenenti e disponibili" per soddisfare i desideri di Silvio Berlusconi e ottenere in cambio vantaggi economici, prima tentando la carriera politica e poi quella degli affari. Le motivazioni della sentenza di secondo grado sullo scandalo che tra il 2008 e il 2009 rivelò quello che accadeva nelle serate galanti organizzate nelle residenze dell'allora presidente del Consiglio, ricostruiscono ruoli e responsabilità. Per Tarantini, con la prescrizione di 14 dei 24 episodi contestati e il riconoscimento delle attenuanti generiche per "la condotta di collaborazione processuale segnata dalle dichiarazioni confessorie" e "il percorso di rieducazione intrapreso" con l'affidamento in prova ai servizi sociali, la Corte ha ridotto la condanna dai 7 anni e 10 mesi del primo grado a 2 anni e 10 mesi.
Con la stessa sentenza i giudici hanno confermato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione nei confronti di Sabina Beganovic, "l'ape regina" dei party berlusconiani, hanno dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati nei confronti dell'amico di Tarantini Massimiliano Verdoscia e del pr milanese Peter Faraone, assolto invece nel merito da un episodio.
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ripercorre l'intera vicenda, tornando a descrivere la cena a Palazzo Grazioli con George Clooney e tutte le altre serate per le quali erano state ingaggiate donne disposte a "stare al gioco". Per i giudici, però, "il progetto di Tarantini è stato" fin dall'inizio quello di "sfruttare il supporto determinante di Berlusconi per realizzare la propria ascesa economica dapprima mediante l'elezione a membro del Parlamento europeo e poi, tramontato questo orizzonte, attraverso il coinvolgimento in un giro di commesse pubbliche riferibili a Protezione civile e Finmeccanica". Per farlo gli imputati "assecondavano il desiderio di Berlusconi di circondarsi nei momenti lucidi extra-istituzionali di donne avvenenti e disponibili", contando sulla "consapevolezza che costoro agivano, nella maggior parte dei casi, nell'esclusiva prospettiva di conseguire elargizioni economiche o altri vantaggi personali o addirittura di dare una svolta alle proprie esistenze". E "sullo sfondo di tale scenario ludico e disimpegnato - dice la Corte - si è nitidamente stagliata l'immagine dominante e assorbente di Tarantini il quale, una volta introdotto nelle stanze del premier profittando dell'interposizione di Sabina Began, si è adoperato a soddisfare le urgenze sessuali, mosso dalla finalità di lucrare dapprima la confidenza e quindi la gratitudine e riconoscenza di Berlusconi per l'opera di continuativa ricerca di donne disponibili". Tarantini poi, "una volta scalzata dal ruolo di coordinatrice delle serate ludico-sessuali l'iniziale amica Began, è divenuto esclusivo referente dell'ex premier nella selezione di giovani donne da fare entrare nel suo cerchio magico", grazie anche alla collaborazione di Pierluigi Faraone sul fronte milanese e di Massimiliano Verdoscia su quello barese, "che lo hanno assistito sistematicamente nell'opera d'individuazione di donne con le caratteristiche desiderate e in quella di persuasione delle stesse a recarsi alle cene con la prospettiva di essere scelte dal presidente del Consiglio per concedergli favori sessuali dietro pagamento di laute somme di denaro". E' qui che, secondo i giudici, si concretizza il "rapporto di assoluta antitesi tra la contrattualizzazione della sessualità (prostituzione) e la dignità umana del suo esercizio".
Pur apprezzando in parte le argomentazioni della difesa di Tarantini, l'avvocato Nicola Quaranta, più volte richiamate nella sentenza, sul fatto che le "libere sex workers, avendo scelto liberamente e senza condizionamenti di prostituirsi", non sarebbero state "danneggiate dalle condotte di reclutamento", la Corte ritiene che "la mercificazione sessuale, avendo come finalità quella di disimpegnare la prestazione in favore di un terzo fruitore verso corrispettivo, costringe la realtà del rapporto intimo all'interno di una dinamica impropria e innaturale in cui alla reciprocità dell'appagamento si sostituisce la corrispettività della prestazione contro denaro, così degradandosi l'incontro di due paritarie intimità in quello in cui l'una è solo strumentale all'altra e quindi perde in tale condizione di asservimento la propria dignità".I protagonisti
Silvio Berlusconi Ospitò da premier le donne nella sua residenza Sabina Beganovic "L'ape regina" dei party berlusconiani

Foto: Le cene eleganti La Corte di Appello di Bari, nel settembre scorso, ha condannato l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini alla pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione