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08/12/2020

Gestione Ficoncella, annullato il bando: si ricomincia da capo

Il Messaggero

IL COMUNE: SERVONO ULTERIORI PASSAGGI BUROCRATICI E VANNO SANATI GLI ABUSI ROSCIONI: IMPIANTO RIAPERTO PER GIUGNO
TERME
Per la Ficoncella, dopo il ritiro in autotutela, ora l'annullamento del bando. Il nuovo verrà pubblicato solo dopo che il Comune avrà fornito il certificato di verifica di conformità dell'area alla Sovrintendenza. Questa la procedura, come specifica l'assessore all'Urbanistica Leonardo Roscioni, dettata dall'ente regionale. Eppure una stranezza balza all'attenzione: perché annullare il bando a novembre quando già a settembre si erano prorogati i termini per la presentazione delle offerte con la motivazione di dar modo di recepire il parere del Mibact?
E ci sono anche altri aspetti singolari. Nel bando pubblicato in estate si manifestava la necessità di demolire e ricostruire i manufatti ritenuti abusivi. Certo, al momento della presentazione delle offerte non si conoscevano i confini dei vincoli presenti sull'area, di cui si è venuti a conoscenza solo ad agosto, quando la Sovrintendenza ha inviato al Comune l'esatta planimetria. Fatto, questo, che ha inficiato i vari progetti di restyling presentati dalle quattro società che hanno risposto. Nonostante ciò, la procedura è andata avanti e il 9 novembre si è provveduto all'apertura delle buste. Anzi, dell'unica offerta che, alla fine, era risultata conforme. Quella della cooperativa Sant'Agostino. Da lì, sono trascorsi alcuni giorni e poi è arrivato il provvedimento di annullamento. Motivazione: servono ulteriori passaggi alla luce della planimetria dei vincoli paesaggistici e archeologici presenti. Inoltre, c'è la necessità di sanare gli abusi. Ma perché, se i manufatti furono realizzati nel 1998 dal Comune, oggi deve essere il nuovo gestore a sobbarcarsi dell'onere? Molto probabilmente dietro alla scelta di inserire l'opera all'interno del nuovo bando per la gestione dell'impianto termale, si cela l'impossibilità dell'amministrazione di farsi carico anche di questa spesa, ma a detta dell'assessore, l'affidare al privato la demolizione e ricostruzione dei manufatti «è la strada più breve per tornare a fruire dei bagni».
Roscioni, infatti, assicura tempi brevi e garantisce che per giugno l'impianto termale cittadino sarà riaperto. Ma avere riserve in merito, come ha sollevato qualche giorno fa anche l'Usb che chiedeva garanzie per il futuro dei 10 lavoratori della cooperativa in cassa integrazione da aprile, è lecito, dal momento che i passaggi da fare sono diversi. In primis, appunto, i tecnici dell'ufficio dovranno redigere lo stato di conformità dell'area, un censimento dei manufatti presenti e della loro collocazione attuale. Poi si dovrà procedere con la progettazione della ricollocazione dei bagni, bar e spogliatoi, che dovranno essere spostati molto probabilmente nell'area del parcheggio. Solo quando la Sovrintendenza avrà approvato il progetto, allora si procederà alla pubblicazione del nuovo bando che, come da impegno preso, prevederà la clausola della salvaguardia del lavoro e le linee guida per riprogettare l'area servizi della stazione termale cittadina. In tutto questo bailamme, la cooperativa Sant'Agostino rimane alla finestra, ma non esclude di adire le vie legali.
Giulia Amato
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