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08/01/2021

Gestione delle mense scolastiche atti a Procura e Corte dei conti

Il Messaggero

IL CASO
La gestione delle mense scolastiche degli ultimi anni finisce all'attenzione della Corte dei conti e della procura della Repubblica. La segnalazione sarà inviata dal consigliere comunale di Forza Chieti Maurizio Costa, che già due mesi fa aveva sollevato l'attenzione su presunte illegittimità nella proroga dell'amministrazione Di Primio all'attuale gestore Ladisa. «Oggi, alla luce di quanto emerge sulla nuova gara - spiega - sono ancora più motivato a fare chiarezza su quanto sta accadendo. La proroga tecnica era legittima? E questo bando lo è?». Il riferimento è alla diffida inviata al Comune e all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), nonché all'Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), di cui Il Messaggero ha raccontato ieri. Secondo questo documento, sarebbe illegittimo il bando pubblicato il 22 dicembre 2020, con scadenza 11 gennaio, per la fornitura di 282.167 pasti ogni anno agli alunni di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. In primis, perché prevede che la ditta aggiudicataria abbia chiuso i bilanci almeno in parità negli anni dal 2017 al 2019. In secondo luogo, perché stabilisce che, entro 10 giorni dall'aggiudicazione provvisoria, l'assegnatario debba allestire un centro cottura in cui preparare i pasti per gli alunni, da consegnare entro un tempo massimo di 45 minuti. Ma i tempi, si osserva nella lettera, con le feste di mezzo e le limitazioni della zona rossa, sono troppo stringenti per chi volesse effettuare sopralluoghi o cercare un posto idoneo. Il Comune ha fatto leva sull'urgenza dell'affidamento, considerato che la proroga tecnica alla Ladisa scade a fine gennaio e c'è dunque fretta di trovare il successore per non interrompere il servizio. Ma proprio su quella proroga tecnica il consigliere Costa aveva sollecitato risposte dalla dirigente di settore Paola De Rossi e dal segretario comunale Celestina Labbadia. La richiesta di chiarimenti era sorta dopo i disservizi patiti dagli alunni nei primi giorni di ottobre. Per l'esponente di opposizione, la proroga tecnica di un anno, fino a febbraio 2020, era «illegittima», perché «può essere fatta solo per il tempo necessario a scegliere un nuovo contraente del servizio. Ma, spiega, all'epoca, il Comune non stava facendo alcuna gara per riaffidare il servizio». Anche la successiva proroga, dal 29 febbraio 2020 al 30 aprile, è stata fatta, secondo il consigliere, «al di fuori di ogni previsione normativa». Costa ha inoltre sollevato perplessità sul trasferimento del centro di cottura Ladisa da Villamagna a Chieti Scalo e dubbi sull'aumento del costo del pasto, considerato che mancava «una valutazione della congruità dei prezzi e la comunicazione a Teateservizi sull'aumento delle tariffe». Insomma, per il consigliere non solo la precedente amministrazione non avrebbe potuto prorogare l'affidamento della refezione scolastica alla Ladisa perché non aveva avviato l'iter per la nuova gara, ma in più la ditta non avrebbe dovuto modificare le tariffe. Intanto l'assessore agli Affari legali, Enrico Raimondi, chiarisce che «la procedura, sotto il profilo formale, è corretta, perché il Comune non può fare un'ulteriore proroga alla società Ladisa e sussiste il carattere dell'urgenza. La proroga sarebbe ammessa - puntualizza - solo nel caso in cui fosse imminente l'affidamento al nuovo gestore». Al momento, l'assessore non ha ancora avuto modo di leggere la diffida inviata al protocollo del Comune il 30 dicembre e la dirigente di settore rientrerà al lavoro lunedì, ultimo giorno per presentare le offerte. «Studieremo le osservazioni sollevate nella lettera - assicura - e, nel caso in cui dovessimo riscontrarne la fondatezza, lunedì provvederemo a prorogare la gara».
Francesca Rapposelli