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01/12/2020

«Garantire liquidità alle aziende agricole»

QN - Il Resto del Carlino

di Davide Eusebi ANCONA Garantire la continuità delle attività economiche fornendo liquidità alle aziende agricole particolarmente colpite dalle misure restrittive introdotte a causa dell'emergenza Covid. È questa una delle priorità dell'assessore all'Agricoltura Mirco Carloni al lavoro, in queste prime settimane di mandato, per aprire al più presto nuovi bandi a sostegno del settore fortemente penalizzato dalla pandemia nell'ambito di una crisi economica globale. «Il Piano di sviluppo rurale - spiega Carloni - è oggi il principale strumento a disposizione della Regione per sostenere il settore dell'agricoltura con circa 700 milioni di euro che dovranno essere spesi entro il 2023. Al momento stiamo lavorando per recuperare i tempi sui pagamenti e stiamo attivando un nuovo pacchetto di bandi con le risorse residue non ancora impiegate (circa 50milioni). Le prime due linee di finanziamento sono state approvate dalla giunta e mettono a disposizione 5 milioni di euro per le aziende agrituristiche e 1,5 milioni per le aziende zootecniche delle aree montane come ristoro economico per le aziende particolarmente colpite dagli effetti della pandemia. Sarà inoltre avviata a breve la procedura di modifica del PSR al fine di consentire l'utilizzo delle restanti risorse per aprire nuovi bandi per gli aiuti più richiesti dalle imprese marchigiane. Su questo tema abbiamo avviato il confronto con le associazioni di categoria». Innanzitutto sarà rifinanziato il 'pacchetto giovani' per favorire il ricambio generazionale che prevede, sia un premio di primo insediamento per giovani agricoltori che un aiuto per gli investimenti aziendali. Un altro bando sarà destinato a sostenere le quasi 4.000 aziende biologiche della regione con vantaggi per l'ambiente e con la garanzia di una elevata qualità. Indispensabile inoltre, il sostegno per gli agricoltori delle aree montane, destinato a garantire un reddito minimo alle imprese, evitando l'abbandono delle aree interne. «Oltre a completare l'utilizzo del vecchio PSR - prosegue l'assessore - stiamo già lavorando per portare nuove risorse agli agricoltori delle Marche. In particolare all'inizio del 2021 acquisiremo oltre 150 milioni di euro per continuare a finanziare le misure dell'attuale PSR anche per gli anni 2021 e 2022. Infine proprio in questi giorni si stanno avanzando le richieste di accesso ai fondi europei del Recovery Fund anche per il settore agroalimentare». Le proposte che verranno inviate al Ministero dovranno favorire l'innovazione e lo sviluppo sostenibile delle aziende agricole, attraverso la produzione di energie rinnovabili e l'ammodernamento delle macchine, finalizzato alla riduzione dei costi di lavorazione ed al minore uso di prodotti chimici. L'Assessorato punterà inoltre allo sviluppo delle filiere agroalimentari, in particolare nei comparti zootecnico, seminativo e ortofrutta, rafforzando il collegamento tra agricoltori e le importanti realtà della trasformazione agroalimentare nel territorio regionale, al fine di garantire un equo reddito alle imprese agricole tramite la valorizzazione delle loro produzioni di qualità. La competitività delle imprese sarà sostenuta anche tramite interventi di recupero e miglioramento delle infrastrutture irrigue, che porteranno alla riduzione dei costi dell'acqua di irrigazione. Infine si incentiverà un migliore utilizzo delle foreste con il taglio e la prima trasformazione del legno finalizzata alla produzione di materiale energetico, fino alla realizzazione di impianti per la produzione di calore ed eventualmente di energia elettrica da biomassa forestale. Intanto va segnalato che l'Italia ha speso poco più della metà (51%) dei fondi comunitari resi disponibili per l'agricoltura per il periodo 2014-2020 con il rischio concreto di far perdere alle imprese 682 milioni di contributi pubblici se non verranno spesi entro il 31 dicembre. A lanciare l'allarme la Coldiretti sulla base dello stato di avanzamento dei Piani europei di Sviluppo Rurale 2014-2020 delle Regioni, al mese di ottobre 2020. Una situazione drammatica - sottolinea la Coldiretti - in un momento di grave emergenza economica ed occupazionale dovuta alla pandemia Covid che, con le difficoltà delle esportazioni e la chiusura dei ristoranti, ha travolto a cascata le principali filiere agroalimentari. Le risorse pubbliche a rischio disimpegno sono lungo tutta la Penisola in molte regioni e riguardano nell'ordine secondo l'analisi della Coldiretti, Puglia con 256,6 milioni di euro, Sicilia (140,4 milioni), Campania (72,6 milioni), Basilicata (45,8 milioni), Lombardia (44,6 milioni), Abruzzo (36 milioni), Liguria (28 milioni), Marche (26,5 milioni) e Toscana (15 milioni). © RIPRODUZIONE RISERVATA