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10/12/2020

Fondi per le mura, Cartechini rilancia «Un ascensore per arrivare in centro»

Corriere Adriatico

Il sindaco lancia l'idea: «Èpossibile anche l'ipotesi di una scala mobile. Stiamo valutando»
IL PROGETTO
CORRIDONIA La notizia dello sblocco dei fondi per la sistemazione delle mura castellane, che comporterà l'arrivo di 1,2 milioni di euro direttamente dal Governo, ha suscitato reazioni positive in tutta la città. D'altro canto, vedere finalmente all'orizzonte la possibilità di risolvere una delle questioni più annose relativamente al centro cittadino non può che far tirare un sospiro di sollievo a tutti quanti. Cambiando la prospettiva, però, cambia la storia che ha portato al risultato di qualche giorno fa. L'ex sindaco Nelia Calvigioni non ha mancato di ricordare la genesi di un iter che affonda le sue radici nella coda del suo ultimo mandato.
La posizione
«È stato possibile ottenere il finanziamento per le mura castellane partecipando al bando nell'ambito del Fondo per l'attuazione del piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree disagiate del 2015 ricorda la oggi consigliera di opposizione . Il progetto venne approvato all'unanimità nella seduta del 28 novembre, ma non sono stati scelti ad hoc quattro Comuni delle Marche e tra questi Corridonia. Il risultato di oggi è frutto di un lavoro di squadra fatto cinque anni fa da amministrazione e dipendenti comunali. In particolare vanno ringraziati il settore Urbanistica e Lavori pubblici, l'allora segretario Italia Pistelli, tutta la segreteria, e poi il presidente del consiglio, gli assessori e i consiglieri di maggioranza e minoranza che in 48 ore sono stati convocati e si sono espressi tutti favorevolmente a questo progetto». Ovviamente, quindi, Calvigioni rivendica la lungimiranza mostrata da quella decisione, ma in quella giunta c'era anche l'attuale primo cittadino Paolo Cartechini nel ruolo di vice. «Nell'ambito di quel bando i progetti da presentare dovevano essere cofinanziati spiega il sindaco , maggiore era la quota investita dal Comune per la sua parte e più alta era la possibilità di salire in graduatoria. Noi abbiamo già realizzato la nostra parte di investimenti con opere di riqualificazione per centinaia di migliaia di euro. La bozza di convenzione l'abbiamo firmata nel febbraio 2018 alla presenza dell'allora ministro Boschi, ma poi tutto si era fermato. La macchina si è rimessa in moto a inizio 2020 e visto che eravamo in graduatoria in ottima posizione siamo riusciti finalmente a portare a casa il risultato». La sfida sarà ora quella di non andare troppo per le lunghe con l'iter burocratico della progettazione definitiva ed esecutiva. «Siamo fermi alla progettazione preliminare aggiunge Cartechini , il bando prescrive che si debba arrivare al termine dell'esecutivo entro i due anni successivi alla firma della convenzione. Ma questi sono tempi un po' troppo ampi per i miei gusti, l'obiettivo è quello di arrivare a completare questa fase molto prima. I dettagli del progetto dobbiamo ancora rivederli, ma oltre alla ricostruzione delle mura pensiamo alla realizzazione di un accesso meccanizzato al centro storico, che possa essere con un ascensore o con una scala mobile o altro lo vedremo appunto strada facendo. Stiamo effettuando alcune valutazioni per capire se qualcosa possiamo farlo internamente con gli uffici o appaltare tutto esternamente».
La vicenda
Le mura castellane corridoniane erano crollate ormai oltre 16 anni fa. Tutto iniziò la notte tra il 13 e il 14 novembre 2004 quando in via Trincea delle Frasche, la strada soprastante la via IV novembre, si verificarono notevoli dissesti consistenti principalmente in fratture della sede stradale con evidente abbassamento della porzione di mura castellane adiacente su via IV Novembre e fuori piombo del paramento murario, rendendo necessaria l'interruzione cautelativa della viabilità sulle strade suddette. La situazione peggiorò ulteriormente qualche settimana dopo, tra il 3 e il 5 dicembre, con il crollo vero e proprio di una porzione di mura lunga oltre 40 metri. Mai nulla era stato fatto per cercare di ovviare al problema se non posizionare dei lunghi teli neri a coprire tutta l'area sulla sponda nord del centro storico, non proprio una bellezza a livello estetico.
Marco Pagliariccio
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