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15/12/2020

Fondi cultura, Anagni resta a secco

Il Messaggero

LA POLEMICA
Il comune di Anagni resta fuori dal bando regionale per i «Luoghi della cultura del Lazio» bandito dalla Regione. In pratica, la città amministrata dalla giunta presieduta dal sindaco Natalia non potrà attingere ai 5 milioni stanziati dalla Regione per i 21 comuni vincitori (per un massimo di 300.000 euro a progetto). Per l'opposizione, un «macigno» sulle possibilità di rilancio della vocazione turistico culturale del comune.
Per la maggioranza, che aveva presentato un progetto per il potenziamento della biblioteca cittadina) la conseguenza del fatto che il bando era stato pensato soprattutto per gli archivi storici. A rendere nota l'esclusione dal progetto è stato, ieri pomeriggio, il consigliere comunale di opposizione Nello Di Giulio, del movimento Anagni Cambia Anagni. L'esponente della minoranza ha parlato di un «bruttissimo regalo di Natale per Anagni; il progetto dell'amministrazione nella partecipazione al bando Luoghi della Cultura del Lazio è stato considerato di così scarso valore da essere classificato alla 104ma posizione fuori da ogni ipotesi di finanziabilità». Per il comune, un altro «flop» dopo quello sui progetti della pista ciclabile e dell'Ostello della Gioventù, anch'essi non finanziati.
Di Giulio ha ricordato che «ci siamo battuti in ogni sede per far capire al sindaco ed alla giunta che Anagni avrebbe dovuto partecipare con un virtuoso progetto di recupero e valorizzazione dell'intera Area archeologia di Piscina»; i cui vantaggi «sarebbero stati di primissimo ordine ed a tempo indefinito». Un progetto, quello proposto dall'opposizione, che a suo tempo non è stato invece minimamente considerato. .
A stretto giro di posta è arrivata la replica del consigliere comunale con delega ai bandi Davide Salvati, esponente di Fratelli d'Italia. Salvati ha ricordato come il bando fosse dedicato soprattutto a strutture come biblioteche ed archivi. «Ci spiace per l'esclusione- ha detto Salvati- ma siamo convinti della bontà del progetto, che continueremo a riproporre in ogni altra sede possibile».
Paolo Carnevale
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