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16/12/2020

Esclusi dal bando imprese ma riammessi dal Tar La graduatoria è a rischio

Messaggero Veneto - m.mi.

fondi per le "periferie"
Riammessa in graduatoria dal tribunale amministrativo, potrebbe "passare avanti" ad altri beneficiari del contributo di 100 mila euro previsto dal Bando imprese ("Una impresa accessibile ed inclusiva") del Comune di Pordenone. Il Tar ha accolto il ricorso della Wedigital srl, impresa con sede a Maniago, che si occupa di servizio di montaggio realtime. Il quantum che l'impresa potrà ricevere è da definire.La società, come spiega l'avvocato Andrea Bellotto, che ha depositato il ricorso, ha presentato domanda di finanziamento per un laboratorio che utilizzi la realtà virtuale a beneficio di scuole, per ampliare le conoscenze tecnologiche, e imprese ovvero «per sviluppare un vero e proprio polo di e-commerce. «Questo tipo di servizio manca totalmente, la realtà più vicina - spiega Bellotto - si trova a Milano». Il ricorso si fondava su due presupposti. Il primo, di carattere procedurale, non è stato accolto, invece il secondo è stato ritenuto fondato dal tribunale e ha a che fare con l'area di insediamento della nuova attività. Il bando, per semplificare, prevede un perimetro entro il quale devono avere sede le imprese beneficiarie. Quella individuata da Wedigital è all'incrocio tra le vie Molinari e Roggiuzzole.Il Tribunale ritiene che il provvedimento del Comune «sia viziato da eccesso di potere, nella parte in cui attribuisce ad una clausola costruita con terminologia poco precisa (per non dire oscura) una portata restrittiva tale da impedire l'esame nel merito della domanda di finanziamento della ricorrente. L'attività della Wedigital presenta, infatti, caratteristiche compatibili con l'applicazione dell'art. 2, par. 4 del bando, avendo sede nell'ambito di un complesso immobiliare collocato in posizione angolare, all'intersezione di via Molinari (area target) e via Roggiuzzole (area buffer), con cui condivide l'accesso, pur svolgendosi materialmente in una separata e retrostante edificazione. L'ammissibilità della domanda non è preclusa dall'avere il ricorrente espressamente dichiarato "di voler costituire una nuova unità locale in Area buffer". La collocazione spaziale dell'attività rappresenta un dato oggettivo e facilmente verificabile». Il Tar, secondo Bellotto, «conviene sul fatto che il bando fosse tutt'altro che chiaro e che in alcune parte ci sia stata un'intransigenza nell'applicarlo da parte dell'amministrazione che è poco comprensibile». --m.mi.© RIPRODUZIONE RISERVATA