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04/12/2020

Erosione costiera, un “cavillo” bloccai lavori da circa due anni

Gazzetta del Sud

Tropea, ritardi nella presentazione della relazione di caratterizzazione della sabbia
Gli interventi di messa in sicurezza avviati ma subito interrotti Mobilitati il sindacoe gli operatori turistici per far riaprire il cantiere Il progetto di difesa dell' esteso litorale inserito all'in terno di un" master plan" finanziato dalla Regione
Lino Fresca T ROPEA Un"c avillo" burocratico tiene bloccatii lavori, per oltre un milionee mezzo di euro, necessari alla realizzazione di quelle opere diventate impellenti nel contrasto all' erosione costiera che sta divorando quel che resta della spiaggia di Tropea. Un patrimonio conosciutoe apprezzato in tutto il mondo. Da oltre due anni, anche per la modifica del codice degli appalti, siè assistito ad un logorante braccio di ferro tra la Regione, ente finanziatore del progetto,e la ditta appaltatrice che non aveva ancora presentato la relazione di caratterizzazione della sabbia da utilizzare per il ripascimento dell'a renile. A questo tirae molla, che ha penalizzato il settore turistico tropeano, il sindaco Nino Macrì ha reagito con forza per far riaprire il cantiere. «Da mesi- ha sottolineato il primo cittadino- non faccio altro che telefonare agli uffici regionali per chiedere il riavvio dei lavori che erano iniziati, ma chel' Ente ha immediatamente bloccato per"c avilli" burocratici, forse, in via di soluzione proprio in questi ultimi giorni. Gli interventi per la messa in sicurezza della spiaggia vanno immediatamente completati. Tropea- ha aggiunto- vive di turismoe non può permettersi il lusso di perdere la sua preziosa spiaggia. Senza questa" meraviglia di Dio" la nostra industria turistica si avvierebbe verso un inesorabile declino. Regione e ditta appaltatrice spero trovino immediatamente una linea comune. Noi faremo la nostra parte. Come abbiamo sempre fatto da quando mi sono insediato alla guida dell' Amministrazione comunale». Il progetto della Regione per svariati milioni di euro fa parte di un " master plan" per gli interventi di difesae tutela della costa. Le opere da realizzare nel tratto di arenile, che si estende dalla Madonna dell' Isola finoa località"Ma regrande", erano state avviate circa2 anni fa.I tecnici della ditta appaltatrice avevano già messo mano al consolidamento di alcune barriere antierosione (soffolte) realizzate in precedenzaa poche decine di metri dalla spiaggia. Di quei lavori restano le tracce. Ma non bastano. «È arrivato il momento di decidersi- ha sottolineato il titolare del Lido Calypso Umberto Vinci- di salvare la nostra spiaggia. Da anni aspettiamo chei lavori mettano al riparo da possibili distruzioni le nostre attività storiche, quasi tuttea conduzione familiare, che danno lavoro, soprattutto nel periodo estivo,a decine di persone. Se si vuole far"mori re" il nostro territorio bisogna continuare in questo modo. Il mareè implacabilee nel periodo invernale, se non verranno realizzate le necessarie protezioni, distruggerà ogni cosa. Le attività che operano- ha proseguito- tra Madonna dell' Isolae località"Ma regrande" sono state avviate circa 40 anni fa. Sono diventate un patrimonio non solo per la nostra terra ma anche per milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Non vogliamo che vengano inghiottite dal mare insieme alla spiaggia».

Foto: Il sindaco Giovanni Macrì


Foto: Il fenomenoL' arenile flagellato dalle onde si riduce ogni anno sempre di più causando dannie problemi


Foto: L'imp rendito re Umberto Vinci