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19/12/2020

Enti pubblici e sindacati insieme cambiano le regole sugli appalti

Il Giornale di Vicenza

PROTOCOLLO. Arriva dopo oltre 2 anni l'intesa tra Regione Veneto, Comuni, Province e Cgil-Cisl-Uil su «buone pratiche»
Al centro soprattutto la tutela del lavoro e le clausole sociali anche nel cambio in corsa «E il massimo ribasso non sia fattore decisivo a far vincere una gara: si premi la qualità»
Enti pubblici e sindacati cambiano le regole per gli appalti. Il massimo ribasso non dovrà essere il fattore decisivo per aggiudicare una gara: andrà ponderata la qualità dell'offerta. Nel caso di un sub-appalto servirà motivarlo. Se poi l'appalto verrà cambiato in corsa allora andrà accompagnato da un progetto di riassorbimento del personale. E che dire della possibile comparsa di contratti-pirata, cioè firmati da organizzazioni prive di rappresentanza? L'impegno sarà al rispetto dei contratti nazionali di lavoro. Non sono proprio bruscolini i capisaldi del protocollo in materia di appalti sottoscritto dalla Regione con i Comuni di Anci Veneto, i piccoli Comuni di Anpci, le province di Upi e i sindacati Cgil, Cisl, Uil. E non è stata proprio una passeggiata se, come ha raccontato ieri in videoconferenza l'assessore regionale ai lavori pubblici e infrastrutture Elisa De Berti, vice di Zaia, ci sono voluti due anni abbondanti per scrivere queste «buone pratiche» nella gestione degli appalti pubblici. E che non sono proprio irrilevanti visto che in Veneto nel triennio 2019-2021 sono stati programmati qualcosa come quasi 4.900 interventi per una stima di 4,8 miliardi.LE PARTI. Non si parte da zero in Veneto. Si seguono evidentemente le regole del codice appalti ed esistono già accordi per la tutela della legalità, come quello sottoscritto con i prefetti di Vicenza e Treviso per la Pedemontana. Ma il puzzle ora si arricchisce di un'altra tessera che, oltre al miglioramento della qualità dei servizi pubblici e la trasparenza delle procedure di gara e ancora il rafforzamento dei fenomeni i di illegalità e concorrenza sleale, riguarda molto soprattutto la tutela del lavoro. E infatti il nuovo protocollo, lo ha detto subito De Berti, è stato «fortemente richiesto dai sindacati». E infatti ieri erano collegati e soddisfatti il vicentino Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto, Christian Ferrari (Cgil), Roberto Toigo (Uil), oltre che il sindaco di Treviso Mario Conte presidente dell'Anci (che lo ha definito un «modello» in Italia) e il sindaco di Seren del Grappa Dario Scopel per i piccoli Comuni. Ma era presente anche Paolo Ghiotti, presidente di Ance veneto, l'associazione dei costruttori edili. A cui l'assessore De Berti ha detto in buona sostanza che questo è un primo passo, una iniziativa che sarà poi allargata ad Ance e a tutte le associazioni di categoria delle imprese che concorrono agli appalti.I CAMBIAMENTI. Il clima è di «collaborazione fruttuosa» anche se ora - come evidenzia Refosco - è necessario l'impegno al monitoraggio congiunto per l'applicazione del protocollo. Per andare sul concreto le «buone pratiche» prevedono tanto per cominciare un coinvolgimento chiaro dei sindacati proprio nella "costruzione" dell'appalto soprattutto per incidere sulle condizioni di lavoro. Non che il sindacato possa contrattare il bando di gara, ma certo se coinvolto a monte dalla stazione appaltante, cioè dalla pubblica amministrazione che affida appalti pubblici di lavori, forniture o servizi, può evitare possibili vertenze a valle. Il protocollo ruota intorno al lavoro. A partire dalle clausole sociali. Il fenomeno del "cambio appalto" nei contratti ad alta intensità di manodopera in cui rischiano di andare persi per strada occupazione, posti di lavoro, condizioni dei lavoratori è uno dei punti fermi. E l'esempio concreto lo porta proprio l'assessore De Berti quando parla del futuro bando di gara atteso con tutta probabilità nei primi mesi del 2021 per la gestione dei servizi ferroviari Adria-Mestre, Verona-Rovigo e Verona-Chioggia, oggi gestiti da Sistemi territoriali. Nel nuovo appalto - è stato il suo ragionamento - dovrà esserci l'attenzione a prevedere che il nuovo gestore assorba il personale che oggi lavora per la società controllata dalla Regione». Per la Regione peraltro le indicazioni del protocollo riguarderanno tutte le sue strutture, enti strumentali, controllate e partecipate. © RIPRODUZIONE RISERVATA