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17/12/2020

Emiliano nomina Cassano ora parte il risiko dei posti

La Repubblica

Regione
● a pagina 7 Il valzer delle poltrone di peso è cominciato. A dare il via ai balli è la nomina di Massimo Cassano a direttore generale dell'Arpal Puglia, l'agenzia regionale che si occupa della gestione del lavoro e che da qui ai prossimi mesi dovrà effettuare un enorme numero di assunzioni per rimpolpare gli sguarniti organici dei centri per l'impiego. La giunta regionale ha blindato la posizione dell'ex senatore di Forza Italia e di Alternativa Popolare, diventato negli ultimi anni un fedelissimo del presidente Michele Emiliano (non a caso il suo partito Popolari con Emiliano ha portato alle elezioni regionali di settembre scorso 100mila voti con l'elezione di ben sette consiglieri regionali). Nei mesi scorsi era stato il centrodestra a criticare il ruolo di Cassano al vertice dell'Arpal, definendo illegittimo il suo ruolo di commissario e chiedendone a più riprese le dimissioni. La giunta Emiliano ha voluto confermare ancora una volta l'ex forzista barese blindando la sua posizione al vertice di Arpal e promuovendo Cassano a dg, dopo aver superato la concorrenza di altre 33 candidature per la ricerca del nuovo manager. Da quella posizione nei prossimi mesi dovrà varare bandi per assumere più di mille dipendenti, in più oltre agli oltre 250 somministrati che entreranno in Arpal per sei mesi dopo un discusso bando lampo con un'agenzia interinale. La nomina ha scatenato l'inevitabile protesta del centrodestra: "Il direttore generale era previsto dalla legge istitutiva - hanno attaccato i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia - ma chiaramente Emiliano ci ha messo 30 mesi. In Puglia sono proliferate consulenze e lavoro interinale senza concorsi. Peraltro nel bando sono stati richiesti requisiti non specifici. Sappiamo che sono arrivate 34 istanze, abbiamo chiesto all'assessorato competente l'accesso agli atti e ci sono state negate le carte. Nei prossimi giorni valuteremo il da farsi".
Ma quella di Cassano è solo la prima di un valzer di nomine che la Regione si prepara a effettuare. Senza dubbio il caso più importante riguarda il rinnovo dei vertici di Acquedotto pugliese. Il mandato del consiglio di amministrazione della più importante società pubblica pugliese, guidato da Simeone Di Cagno Abbrescia è scaduto da tempo.
Negli ultimi tempi si parla di un rinnovo al vertice con la possibilità che la presidenza possa essere affidata a Alfonso Pisicchio. Ex assessore regionale e candidato con la lista Senso Civico, Pisicchio non è stato riconfermato alle ultime elezioni e ha presentato ricorso. La presidenza di Aqp sarebbe una nomina "risarcitoria". Ma alla luce dei buoni risultati ottenuti nell'ultimo anno caratterizzato prima dalle dimissioni dell'ex dg Nicola De Sanctis e poi dalle difficoltà della pandemia, potrebbe anche essere riconfermato alla guida l'ex sindaco di Bari di centrodestra, Di Cagno Abbrescia.
Si attendono anche le decisioni del presidente Emiliano in merito alle nomine a capo dei dieci dipartimenti regionali, ognuno dei quali associato a un assessorato specifico (questa la novità della mini riforma del sistema organizzativo regionale Maia). Al momento risultano rispetto alla precedente legislatura risultano confermati solo Vito Montanaro a capo del dipartimento alla Salute e Lino Albanese al Bilancio. In bilico tutti gli altri, a partire da Barbara Valenzano per il dipartimento Ambiente. Si parla di possibile nomina invece per Gianna Elisa Berlingerio a capo dello Sviluppo Economico e per Elio Sannicandro ai Trasporti.

Foto: kDi Cagno Abbrescia Potrebbe restare alla presidenza Aqp kBarbara Valenzano In bilico all'Ambiente kAlleati Michele Emiliano e Massimo Cassano: l'ex sottosegretario ha sostenuto Emiliano alle elezioni kGianna Elisa Berlingerio Papabile allo Sviluppo