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06/01/2021

Diritti tv, ecco il nuovo bando c’è anche il canale della Lega

Il Messaggero - E.B.

IL FUTURO
L'OBIETTIVO È INCASSARE PER IL TRIENNIO 2021-24 1,15 MILIARDI DI EURO A STAGIONE: DUE DIVERSE MODALITÀ DI VENDITA, PIATTAFORMA E MISTA
ROMA La serie A guarda sempre più al futuro e ad ogni scenario possibile. La pandemia ha fatto emergere in maniera lampante le criticità del sistema. Ecco perché per la prima volta nel bando dei diritti tv viene nominato il canale della Lega. Chi volesse manifestare il proprio interesse come partner per creare il canale dovrà garantire alla Lega 1,15 miliardi di ricavi annui, considerando anche la raccolta pubblicitaria: da stabilire poi la distribuzione, se B2B2C (canale ritrasmesso da altri broadcaster) o B2C (vendendo direttamente gli abbonamenti agli utenti). Ma l'opzione di trasmettere tutto il campionato resta comunque l'ultima ratio nel caso in cui i diritti non vengano assegnati prima. STRATEGIE Ieri è stato pubblicato il bando, ispirato alla massima flessibilità, modalità che la Lega di A ha scelto per stimolare l'interesse del mercato. Da Via Rosellini puntano a in(foto ANSA) cassare almeno 1,15 miliardi di euro a stagione dai diritti tv domestici del triennio 2021-24 rispetto agli attuali 973 milioni. Un obiettivo ambizioso. Secondo qualcuno quello di mettere l'asticella così in alto sarebbe funzionale proprio alla creazione del canale. Di fatto nel caso in cui non si dovesse raggiungere la cifra stabilita tramite l'asta, la Legge Melandri consente la commercializzazione dei diritti. Di fatto un via libera per il canale tematico. Il presidente Dal Pino e l'ad De Siervo consapevoli del valore del prodotto e in attesa dell'ingresso dei fondi di equity puntano a far "crescere" la serie A, soprattutto se dovessero entrare nel mercato anche Amazon e Tim (molto interessata al nostro campionato). Per quanto riguarda i broadcaster, la Serie A (che ha lavorato al bando senza advisor (Infront), con un risparmio di 55 milioni annui) ha previsto due diverse modalità di vendita, per piattaforma e mista. Nel primo caso, sono previsti tre pacchetti con tutte e 380 le partite per satellite (prezzo minimo 500 milioni l'anno), digitale terrestre (400 milioni) e internet (250 milioni) ma quest'ultima in co-esclusiva con il Canale. Per la vendita mista, invece, saranno tre i pacchetti: uno con 266 partite in esclusiva per satellite, digitale e internet (750 milioni), uno da 114 partite sempre per satellite, digitale e internet (250 milioni) e uno da 114 partite solo per internet (150 milioni). Sulla vendita mista potrebbe pesare la sentenza del Consiglio di Stato che ha vietato le esclusive web a Sky. Nel caso in cui Santa Giulia dovesse rinunciare ai diritti internet, in via Rosellini potrebbero scegliere di commercializzare direttamente le gare rimaste in ballo, mentre il canale diventerebbe di fatto obbligatorio se alla fine i club scegliessero di procedere con la vendita per piattaforma. Infine, la cifra di 1,15 miliardi è anche il prezzo minimo nel bando dedicato agli intermediari indipendenti. Le offerte dovranno arrivare alla Lega entro le 10 del 26 del gennaio. A giorni dovrebbe arrivare anche la sentenza del tribunale civile d'appello di Milano che potrebbe obbligare Sky a versare i 130 milioni dell'ultima rata dello scorso campionato. Ossigeno per le casse dei club, sempre più in difficoltà. Lunedì 11 gennaio si apriranno le buste dei diritti tv internazionali, a seguire l'assemblea di Lega. Nella stessa occasione potrebbe essere definitivamente chiuso il contratto con i fondi. GLI SLOT ORARI Nulla cambia, invece, per gli orari delle partite: previste infatti sempre tre finestre per le gare al sabato (alle 15, 18 e 20.45), sei la domenica (una alle 12.30, tre alle 15, una alle 18 e una alle 20.45) oltre al posticipo del lunedì (alle 20.45). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: BROADCASTER Uno degli operatori televisivi durante le riprese di una gara allo stadio San Siro di Milano


Foto: (foto ANSA)


Foto: LEGA Il presidente della serie A Paolo Dal Pino