scarica l'app
MENU
Chiudi
01/01/2021

Decaro “Il 2021 ci ritrovi più sereni e responsabili: è il mio augurio alla città”

La Repubblica - Piero Ricci

L'intervista
Il sindaco Antonio Decaro ha idee chiare sulla notte di Capodanno. E lancia un appello-provocazione: «Invece di filmare le strade illuminate dai botti e postare quei video sulla pagina del sindaco per denunciare il mancato rispetto dei botti, provate a filmare la fase preparatoria e in forma anonima inviate i video a me o alle forze dell'ordine, cosicché si possano individuare i colpevoli».
È la sua risposta ai botti dell'altro giorno? «Il punto non è sfidare il sindaco. Io non sono un giudice né un castigatore. Il punto è mettere e mettersi in pericolo facendo esplodere fuochi pirotecnici illegali e pericolosi con il rischio di fare del male a chi quei fuochi li subisce: penso alle persone anziane sole in casa, ai neonati, agli animali domestici. Non ci saranno mai abbastanza uomini delle forze dell'ordine per presidiare ogni angolo della città contemporaneamente. Dobbiamo essere noi, tutti insieme, a rifiutare questa pratica».
Come trascorrerà la notte di Capodanno. «Come tutti gli italiani in questo anno complicato. A casa con la mia famiglia ristretta. Purtroppo non ci sono alternative. Non vi nascondo che non è stato semplice spiegare alle mie figlie che non era possibile trascorrere le giornate di Natale insieme con i nonni che abitano nel nostro stesso palazzo. E lo stesso vale per questi giorni di festa».
Al di là delle ordinanze, cosa consiglia ai baresi per l'ultima notte dell'anno? «Di rispettare le regole, come abbiamo fatto durante tutto l'anno e durante le ultime feste. Di stringere i denti. Facciamolo per tutte quelle persone che purtroppo in questi mesi non possono lavorare perché le loro attività sono chiuse. Il loro futuro vale più di un brindisi con quattro amici».
Assembramenti e aperitivi sono in agguato: rifarebbe la ramanzina al pensionato come nel primo lockdown? «Io mi fido dei miei concittadini, nei giorni di Natale hanno compreso le restrizioni e sono stati a casa. So che eviteranno gli aperitivi anche in questo caso. Quella storia mi ha addolorato per giorni, ho parlato con quel signore e con la sua famiglia, ma tornando indietro lo rimprovererei lo stesso, perché in quella mia rabbia c'era tutta la preoccupazione di un figlio che vuole proteggere suo padre. Sicuramente eviterei di pubblicare il video».
Farà il vaccino? «Si, quando arriverà il mio turno. Mi vaccinerò come faccio ogni anno contro l'influenza».
Dall'osservatorio di sindaco, dove è più urgente intervenire per la ripresa? «Dobbiamo intervenire sulle infrastrutture fisiche e sociali.
Dobbiamo cogliere questa grande occasione e la mole di fondi che arriveranno per recuperare il tempo perduto. È inutile essere ipocriti, sappiamo che al di là di quest'anno dobbiamo recuperare un gap storico rispetto ad alcune zone del Nord Italia, sebbene in questi anni abbiamo maturato esperienze e competenze sulla capacità di spesa.
Ma dobbiamo ancora lavorare tanto».
Bari aveva individuato nel turismo una nuova vocazione economica: bisognerà ripartire da qui? «Assolutamente si. Non a caso, in questi giorni abbiamo pubblicato la gara per la gestione degli info-point turistici investendo più risorse.
Perché vogliamo farci trovare pronti quando si potrà tornare a viaggiare come prima. Fra qualche settimana, poi, presenteremo il nostro dossier per la candidatura a Capitale della cultura italiana del 2022. Bari non torna indietro. Anzi, siamo già proiettati nel futuro».
Per il commercio, invece? «Noi siamo stati uno dei pochi Comuni in Italia ad aver previsto un piano di ristori immediati per tutte le attività che sono state chiuse dal decreto di marzo. Abbiamo lavorato con il governo per individuare le procedure semplificate utili a bar e ristoranti per l'occupazione di suolo pubblico. Nei prossimi mesi, se la situazione migliorerà, riprenderemo il lavoro sull'attrattività della città in modo da far arrivare sempre più persone a Bari».
Da presidente dell'Anci ha fatto richieste precise al governo: come devono ripartire le città? «Noi sindaci abbiamo proposto i dieci punti per l'Italia Covid free. Tra questi c'è un ambizioso Piano nazionale per la mobilità sostenibile nelle aree urbane. Un servizio di trasporto pubblico efficiente e un sistema articolato di servizi a domanda di micro-mobilità, biciclette o altri mezzi non inquinanti. Poi un piano per la digitalizzazione capillare del Paese.
Tutti i comuni del nostro Paese devono essere raggiunti dalla banda larga. Non è più tollerabile che nel 2020 ci siano bambini che non hanno potuto assistere a una lezione del loro insegnante perché non hanno accesso a una connessione efficiente.
Un luogo in cui non arriva la scuola è un luogo in cui non arriva lo Stato.
Noi sindaci chiediamo di occuparci di questo: di scuola, di sicurezza degli edifici scolastici, di un piano per l'edilizia abitativa come strumento di contrasto alle povertà e di sostegno alle famiglie».
E quali rapporti devono sviluppare con le Regioni? «I Comuni sicuramente chiedono di essere maggiormente coinvolti nella fase di programmazione della spesa e dei finanziamenti. Spesso ci sono bandi a cui non partecipano perché sono richiesti livelli di progettazione che non riescono a sviluppare per carenza di personale. Stessa cosa succede per la rendicontazione. Se riuscissimo a programmare e insieme a sostenere i Comuni nelle fasi propedeutiche alla partecipazione ai bandi, forse riusciremmo a spendere di più e meglio». Con il presidente Michele Emiliano come va? «I miei rapporti con il presidente della Regione sono buoni, come sempre. Emiliano conosce e apprezza il lavoro dei sindaci, indipendentemente dalle campagne elettorali». L'ospedale in Fiera: era proprio necessario in presenza di tanti immobili pubblici dismessi? «Credo che la destinazione della Fiera sia stata individuata anche sulla base di quello che hanno fatto le altre Regioni dove sono state realizzate strutture simili utilizzando spazi fieristici». La prima cosa che farà nel 2021? «Mi piacerebbe tornare a stringere la mano dei cittadini che incontro per strada. Forse è questa la cosa che mi è mancata di più quest'anno».
Cosa augura a Bari e ai baresi per il 2021? «Auguro un anno di responsabilità.
Abbiamo imparato, forse per la prima volta, cosa significhi privarci di qualcosa o di qualcuno per proteggerlo. Vorrei che questa etica della responsabilità ci accompagnasse anche nei prossimi anni, perché la nostra città può crescere soltanto se tutti insieme facciamo un passo in avanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA f La mole di fondi in arrivo ci servirà per recuperare il tempo perduto: sta a noi intervenire sulle infrastrutture fisiche e sociali g f Vorrei tornare a stringere le mani di chi incontro per strada: è la cosa che quest'anno mi è mancata forse più di ogni altra g

Foto: kIl sindaco Antonio Decaro, cinquant'anni, laureato in ingegneria civile, è al secondo mandato alla guida dell'amministrazione comunale.
È stato anche deputato del Pd