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11/12/2020

Covid, la crisi picchia duro Oltre 700 piccole attività

Il Giornale di Vicenza

L'EMERGENZA. Il dieci per cento delle domande di contributo arrivano da liberi professionisti
chiedono aiuto al Comune L'assessore Marin: «La classe media prima vittima della situazione» Stanziati 600mila euro e allestita una rete di assistenza informativa
Sono più di 700 le domande di contributo arrivate agli uffici comunali per il bando "anti-covid" destinato alle piccole attività con fatturato inferiore ai due milioni di euro. Un numero superiore alle attese e che la dice lunga sull'impatto economico della pandemia a Bassano. «Non è solo la cifra in valore assoluto, 720 richieste, a far pensare - evidenzia l'assessore al bilancio Roberto Marin -, è anche il numero di liberi professionisti, più di 70, che avendo subito una decurtazione superiore a un terzo del fatturato, hanno fatto richiesta al Comune». Ci si rivolge all'ente locale, secondo Marin, perché per i piccoli imprenditori gli ammortizzatori sono pochi: «I grandi reggono l'urto - commenta -, le fasce marginali sono coperte da un sistema di welfare che funziona, il problema è la classe media che, anche in città, guadagna a sufficienza per vivere ma deve continuamente investire e non ha riserve da parte».Per loro l'amministrazione comunale ha messo a disposizione nelle scorse settimane 600 mila euro ripartiti in due bandi, da erogare entro la fine di gennaio. In contemporanea ha attivato uno sportello informazioni per rispondere ai dubbi più frequenti sulle misure di contrasto all'emergenza e economica.«Visto che il numero di domande di contributo continuava a crescere - aggiunge Marin -, abbiamo attivato un servizio supplementare mettendo a disposizione degli operatori dedicati. Il prossimo passo sarà una sorta di prontuario da pubblicare sulle pagine web del Comune, in modo che chiunque possa accedere nell'arco delle 24 ore». Quanto alle somme massime erogabili (tremila euro per un bando, quattromila per l'altro), «sappiamo che non possono essere ristori risolutivi rispetto a mesi di sospensione dell'attività - commenta l'assessore -, ma in questo lungo periodo di restrizioni abbiamo dovuto fare i conti con una legislazione che cambiava a gran velocità e con una situazione in evoluzione continua. Per questo abbiamo preferito mettere un punto fermo, ragionando sulla base degli indicatori a nostra disposizione». Vale a dire, fatturato e tassazione comunale, parametri per accedere ai contributi.«Il prossimo passo - promette Marin - saranno le misure per il rilancio. Nei limiti concessi a un'amministrazione comunale, ma l'obiettivo sarà generare lavoro, non solo distribuire risorse d'emergenza». Questo perché sono gli stessi imprenditori a chiedere innanzitutto un aiuto per ripartire con le proprie forze. «Da parte nostra - chiude è doveroso tenere in considerazione le richieste che ci arrivano e lavorare per la ripresa. Sempre augurandoci che il governo centrale sia dello stesso avviso e metta in atto politiche che incentivino il lavoro e chi lo crea». © RIPRODUZIONE RISERVATA