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16/12/2020

Coro di ‘no’ al progetto. «Così non va bene»

QN - La Nazione

LA SPEZIA La Regione Liguria ha calato le carte: con la presentazione del progetto preliminare del nuovo Felettino, immancabili sono arrivate le reazioni. C'è chi vede il bicchiere mezzo pieno, ma anche - e sono i più - chi ha forti dubbi, soprattutto sulle modalità di finanziamento. Duro attacco dai rappresentanti del Manifesto per la sanità locale, che parlano di «una gentile "intimazione" ad allontanarci», nonostante cui - riferiscono - sono poi riusciti ad assistere alla presentazione. «L'unica differenza sostanziale - commentano - è nel modo di finanziamento dell'opera. Il che sta a significare che il bilancio dell'Asl sarà ingessato da questa voce di costo per lo stesso periodo di tempo, impedendo di destinare risorse a risparmio in settori e servizi strategici per le cure dei cittadini. Un appalto almeno trentennale in servizi accessori impedirà all'Asl di poter rivedere nel corso degli anni i contratti. Inoltre, e qui sta la differenza tra pagare un canone ad un privato e pagare una rata di un mutuo per un finanziamento pubblico, dovremo tenerci quel gestore privato anche se il servizio potrà non essere di qualità». Lara Ghiglione, segretario generale Cgil, esprime forti dubbi sulla tabella di marcia snocciolata dal presidente Toti. «Nessuna garanzia che andrà in questo modo, anche perché pende il ricorso di Pessina. Si tratta di un appalto integrato. Il fatto che la stessa impresa si occupi di progettazione e realizzazione dell'opera apre alla possibilità di richiesta di infinite varianti con i conseguenti contenziosi. Lo dicono gli esperti di bandi e opere pubbliche e la storia di ciò che è accaduto con la Pessina lo dimostra. Il piano ponte di manutenzione straordinaria del Sant'Andrea è uno spreco di risorse pubbliche che grida vendetta e non chiarisce gli assetti organizzativi ed occupazionali. Non voremmo che si trattasse di una operazione di privatizzazione». Tuonano anche le consigliere di Italia Viva Federica Pecunia e Dina Nobili. «Ma pensiamo davvero che quest'uomo, che ha già dimostrato dopo il primo mandato di aver tagliato nastro e successivamente chiuso il cantiere possa essere colui che porta a termine l'opera? Qui serve, ma un commissario preparato. Per finanziarlo, basterebbe solo accedere ai fondi del Mes, nati proprio con lo scopo di contribuire al miglioramento delle reti ospedaliere e sanitarie». Fuori dal coro Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria. «È buona cosa che un'opera vecchia di dieci anni sia stata rivista e adeguata alle novità tecnologiche di oggi, questo fa ben sperare: auspichiamo che la nuova struttura potrà dare le necessarie risposte ai cittadini dello spezzino. Ci aspettiamo, naturalmente, che i tempi di avvio delle procedure e delle gare siano rispettati e che non si perdano mesi e anni preziosi. L'attuale pandemia ci ha fatto capire che investire in sanità è sempre più urgente e indispensabile anche per lo sviluppo del territorio». E in serata, Toti ha risposto alle critiche con na nota. «Trovo surreali se non adddirittura grottesche le critiche al progetto di fattibilità presentato oggi, tanto più se arrivano da chi non aveva mosso un dito quando il centrosinistra affidò il precedente appalto alla ditta Pessina, con la permuta del Sant'Andrea per un valore completamente fuori mercato e una procedura diventata illegale poche settimane dopo. Noi abbiamo posto rimedio a quei catastrofici errori» . C.T. © RIPRODUZIONE RISERVATA