scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
17/12/2020

Contributi alle imprese in crisi, bando da rifare per l’opposizione

La Nuova Sardegna

oliena
OLIENA«Pochi soldi e difficili da ottenere». Questo il pensiero dei consiglieri di opposizione, Gianfranca Salis e Manuela Maricosu del gruppo Oliena in comune e Salvatore Fele di Azzurro Oliena dopo aver letto il bando, pubblicato nell'albo pretorio del Comune, che secondo l'amministrazione guidata dal sindaco Sebastiano Congiu dovrebbe «ristorare le attività' economiche che hanno dovuto sospendere il lavoro a seguito delle ordinanze 45 e 47 del Comune di Oliena dello scorso novembre».«Pochi - spiegano tre dei cinque esponenti della minoranza - perché i massimali stabiliti, per quanto pare siano stati integrati rispetto ai 700 fissati nel bando, sono irrisori rispetto alle perdite subite da molte attività, che hanno dovuto abbassare le serrande per contribuire a combattere la diffusione del Covid 19. Difficili perché il bando prevede una documentazione complessa e farraginosa, che richiede certificazioni e attestazioni varie, senza tenere conto che questa misura non è un finanziamento, ma un giusto risarcimento che spetta a chi ha dovuto interrompere la propria attività per aiutare la comunità».Con queste motivazioni, è stata presentata una richiesta di modifica urgente del bando da parte dei consiglieri del gruppo Oliena in comune, Gianfranca Salis e Manuela Maricosu, sottoscritta anche dal consigliere di Azzurro, Salvatore Fele. «In particolare- chiediamo che l'importo del risarcimento sia commisurato all'effettiva perdita subita e al danno economico. Questo significa rimborsare le spese fisse come le utenze o i fitti, e soprattutto le spese sul personale dipendente, che sono sul groppone dei titolari, mentre nello scorso lockdown beneficiavano di forme di cassa integrazione. Inoltre, è inaccettabile la complessità della documentazione per l'accesso alla misura, che peraltro ha scadenza limitata, con il rischio di tagliare fuori chi non riuscirà a presentare il tutto per tempo. Per questo abbiamo chiesto che venga prevista una riapertura del bando. Il risarcimento non può essere erogato proporzionalmente a un punteggio, ma deve essere ancorato ai danni realmente avuti dalle attività economiche che hanno pagato il prezzo della serrata. Se l'emergenza sanitaria ha reso necessaria la chiusura temporanea delle attivita, le politiche sanitarie non possono essere a carico dei privati cittadini, che saranno chiamati a fine anno a pagare le varie incombenze non in percentuale o in base a punteggi, ma per intero». (n.mugg.)