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30/12/2020

Commercianti, dalla Loggia 270 mila euro

Brescia Oggi

LE INIZIATIVE. Più bandi del Comune negli ultimi mesi a sostegno delle attività del Distretto Urbano. L'avanzo precedente reinvestito sempre a fondo perduto
Anche la Regione ha riservato fondi a Brescia. Presentate poche domande: l'investimento è pari a un decimo delle disponibilità
Non basta avere i soldi nel cassetto per risolvere i problemi. È altrettanto importante farli arrivare dove servono. A dimostrarlo sono i bandi per il consolidamento del Distretto urbano del commercio: ne sono stati aperti tre fra settembre e dicembre a Brescia, ma con esiti molto diversi.IL PRIMO in ordine di tempo è di Regione Lombardia e ha destinato alle imprese del commercio, della ristorazione, del terziario e dell'artigianato bresciane 170mila euro per contributi a fondo perduto su un mix di spesa in conto capitale e parte corrente, a copertura del 50% della spesa in conto capitale sostenuta. Sono arrivate solo undici domande, tre delle quali risultate non ammissibili, e cinque ammesse con riserva. In totale, il Pirellone ha riconosciuto contributi per meno di ventimila euro (19.200). Ben diverso è l'esito dei due bandi analoghi, sempre in favore del Duc cittadino, aperti, conclusi e in fase di liquidazione finanziati dal Comune di Brescia. «Per crearli ci siamo confrontati con le associazioni di categoria che ci hanno indicato in modo chiaro quali fossero le reali esigenze dei commercianti» ha spiegato l'assessore al Commercio Valter Muchetti. La giunta, con una variazione di bilancio dello scorso luglio, ha stanziato 170mila euro per erogare contributi a fondo perduto a copertura, questa volta, del 50% della sola spesa corrente sostenuta.SI POTEVANO portare in finanziamento spese per studi e analisi funzionali al consolidamento dell'attività, di promozione, comunicazione e informazione, per affitto dei locali per l'esercizio dell'attività di impresa e per la stabilizzazione del personale precario o per nuove assunzioni. In questo caso, sono pervenute 87 domande di partecipazione, 76 delle quali risultate ammissibili e già liquidate. Rispetto a quanto ha messo a disposizione, per questa iniziativa di consolidamento del Duc il Comune ha speso poco più di 132 mila euro. La differenza (circa 40 mila euro) avrebbe potuto tornare nelle casse della Loggia, «ma con il secondo lockdown che ha colpito di nuovo i commercianti, l'assessore Muchetti ha proposto di aprire subito un terzo bando Duc non previsto per cercare di riorganizzare le risorse pubbliche» ha spiegato Claudia Bosio, responsabile del servizio Promozione della città ed eventi. Ai soldi avanzati dal secondo bando, il Comune ha aggiunto altri centomila euro «derivanti da economie che abbiamo potuto operare sul settore, ad esempio risparmiando su alcune azioni di marketing» ha specificato l'assessore, e a metà novembre è stato reso pubblico il terzo bando, analogo al secondo. In risposta al bando sono arrivate 106 domande di contributo, di cui solo 14 sono risultate non ammissibili. Tutti i fondi messi a disposizione del Comune sono stati assegnati, e le quote saranno in liquidazione a gennaio. Solo otto domande non hanno ricevuto il finanziamento che pure spettava loro per esaurimento dei fondi disponibili. In circa tre mesi, l'amministrazione comunale ha erogato ai commercianti della città 270mila euro a fondo perduto in sostegno della propria attività, il 95% dei quali è stato utilizzato per pagare i canoni d'affitto degli immobili. «Il piano strategico di ricostruzione e consolidamento del Duc non passa solo da sostegni economici a fondo perduto, ma anche da azioni di rilancio per la competitività del tessuto commerciale della città. Lavoriamo a più livelli e su più fronti, non da ultimo con la ricerca del manager di distretto ancora attiva» ha aggiunto Muchetti. Alla base di tutto, però, c'è un'analisi del tessuto commerciale della città che la Loggia ha affidato quasi un anno fa al Politecnico di Milano e che verrà ripetuta anche a febbraio: «L'analisi oggi ci dice che in centro storico, fra gennaio e settembre di quest'anno, hanno chiuso 66 realtà commerciali, ma altre 42 sono state aperte ex novo, quindi abbiamo un saldo negativo di 24, soprattutto fra corso Palestro e Zanardelli» ha concluso l'assessore. © RIPRODUZIONE RISERVATA