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31/12/2020

Colpiti Castel dell’Ovo e la Stazione Dohrn “Ma il restyling va avanti”

La Repubblica - Dario Del Porto

Il piano
Il Comune: il progetto non si ferma, presto la gara da 13 milioni Danovaro: "Fenomeni che si ripeteranno per il cambio di clima" L'Anci ha chiesto la dichiarazione dello stato d'emergenza per calamità naturali
Il giorno dopo la tempesta, si contano i danni della mareggiata che ha sconvolto il lungomare. Le onde hanno travolto duecento metri di parapetto e si sono abbattute su Castel dell'Ovo, colpito dal versante che dà sul mare, «con la violenza di uno schiaffo», come dice l'assessora alla Protezione civile Rosaria Galiero. La pavimentazione di piazza Vittoria è stata lesionata in più punti. L'acqua ha invaso le fondamenta della stazione zoologica Dohrn e ha messo fuori uso parte dell'acquario. I tecnici stanno lavorando per verificare la possibilità di riparare i refrigeratori danneggiati, in caso contrario potrebbe rendersi necessaria una spesa di centomila euro.
Una delle boe della stazione è stata divelta ed è finita addirittura a Bagnoli. E poi ci sono le gravissime conseguenze su tendoni, arredi, suppellettili e locali dei ristoranti già piegati dalla crisi. Un bilancio definitivo potrà essere tracciato solo nei prossimi giorni. L'Anci ha chiesto alla Regione la dichiarazione dello stato d'emergenza per calamità naturale. Ma di sicuro ci sarà molto da lavorare per lasciarsi alle spalle un evento che, spiega il presidente della stazione Dohrn, Roberto Danovaro, «rappresenta certamente il più significativo fra quelli avvenuti a Napoli negli ultimi tempi. E non lo dico io - aggiunge - bensì i nostri esperti che sono qui da almeno trent'anni e non avevano mai visto l'acqua spingersi fino a novanta metri dalla riva». Non è corretto parlare di tsunami, sottolinea Danovaro, «perché in quel caso parliamo di eventi improvvisi, determinati da frane sottomarine o terremoti.
Per intenderci, come se venisse dato un calcio a una bacinella piena d'acqua. Nel caso di lunedì sera, invece, siamo di fronte a fenomeni episodici, causati da condizioni particolari di intensità, durata e direzione dei venti». Ciò nonostante, argomenta il presidente della stazione Dohrn, «da tempo gli esperti ci hanno avvertito che episodi di questo tipo diventeranno sempre più frequenti, nei prossimi anni, a causa dei cambiamenti climatici globali. Si sta determinando un riscaldamento delle acque superficiali, associato a bruschi sbalzi termici che aumentano l'instabilità delle condizioni meteo locali. Onde anomale come quella che abbiamo visto l'altra sera potrebbero riproporsi ancora e con maggiore frequenza».
La mareggiata apre ora interrogativi sul futuro stesso del lungomare. Il progetto di restyling varato dal Comune, finanziato per 13,5 milioni di euro, è in attesa di ricevere la "validazione" prevista dal codice degli appalti. Subito dopo, sarà bandita la gara europea per i lavori che potrebbero iniziare un paio di mesi più tardi. In linea teorica, in primavera le opere potrebbero anche iniziare. Resta da capire se i danni provocati dal maltempo finiranno per influire negativamente sui temi dell'iniziativa. «Il progetto - replica afferma l'assessore Carmine Piscopo - non è a rischio, perché si tratta di un'iniziativa che si basa sulla valorizzazione dei caratteri identitari di quella parte di città. Anzi, le procedure potrebbero anche ricevere ulteriore impulso da quanto accaduto. Ma è vero che si dovrà necessariamente avviare con un urgenza un ragionamento a livello nazionale sulla difesa delle coste del nostro Paese, dal patrimonio costruito ai moli, dalle opere civili ai centri storici. Un problema di fragilità esiste e bisognerà affrontarlo. Ma riguarda tutta l'Italia, non solo Napoli».

Foto: kL'onda Castel dell'Ovo colpito dalla burrasca di lunedì