scarica l'app
MENU
Chiudi
08/12/2020

Chessa: click day ingiusto ma non c’era alternativa

La Nuova Sardegna - di Alessandro Pirina

L'assessore: «Il bando a punteggio era fatto, le associazioni hanno chiesto lo stop Dall'anno prossimo si torna alla premialità. Fresu? Non è al di sopra delle leggi» i fondi ai grandi eventi
di Alessandro PirinawSASSARINeanche Gianni Chessa ama lo strumento del click per distribuire fondi pubblici. L'assessore dice di preferire la premialità, i curriculum, e quella era la strada che i suoi uffici avevano intrapreso. Nella delibera del 7 agosto la Regione aveva predisposto una griglia di valutazione per l'assegnazione delle risorse. «Ma sono state le stesse associazioni a chiedermi di cambiare perché rischiavano di essere penalizzate. A quel punto non c'era più tempo e abbiamo varato il bando a sportello». Insomma, Chessa respinge tutte le accuse che in questi giorni gli sono piovute addosso. A partire da quelle di Paolo Fresu, il fondatore del Time in jazz, tra le vittime eccellenti del click day.Assessore, in una intervista alla Nuova Fresu ha chiesto le sue dimissioni.«Fresu non può darmi lezioni di vita. E soprattutto non può imporre che le regole siano come piacciono a lui. Se fa così crede di essere al di sopra delle leggi. Non c'è scritto da nessuna parte che il suo fosse un diritto acquisito».Fresu, però, sostiene che ad agosto la Regione avesse previsto una griglia di valutazione, poi a settembre la delibera parlava di gara a sportello.«È vero, il bando a punteggio era già pronto. Ma poi sono state le stesse associazioni culturali a chiederci di cambiare perché non c'era la possibilità di garantire l'acquisto della pubblicità come prevede la legge. Così tutto è slittato a settembre e non c'erano più i tempi per garantire la gara in quel modo. Sono stato costretto a fare il click day».Concorda però sul fatto che sia uno strumento poco meritocratico?«Certamente, è una lotteria che non premia i progetti migliori, anche se non mi permetto di giudicare chi è arrivato per primo. Ma non c'era più tempo, quei soldi andavano impegnati entro il 10 dicembre, altrimenti sarebbero andati a finire nel calderone regionale. Il bando lo ha vinto chi ha azzeccato l'ora, chi è stato più veloce. Su questo non c'è dubbio. Ma non avevamo alternative».C'è chi sostiene che la banda larga abbia favorito le domande in arrivo da Cagliari.«Cose da barzelletta. Hanno ottenuto i fondi molte associazioni di Sassari, Nuoro, Olbia».Però Fresu dice che i soldi erano stati promessi e sono stati spesi, ma alla fine non sono arrivati a destinazione.«Io non ho promesso nulla, non ho dato garanzie a nessuno. Siamo in una fase di pandemia dichiarata. Dove lo trova un assessore che in questo momento mette a correre 8 milioni per gli eventi? I soldi della Cavalcata e di Sant'Efisio non li ho mica dati ai comuni di Sassari e Cagliari. No, li ho destinati agli eventi. E proprio per non rischiare di perderli ho dovuto fare un bando a sportello. I nostri dipendenti sono quasi tutti in smartworking, non c'era tempo per le graduatorie. Forse Fresu, che nella vita fa altro, queste cose non le capisce».Non c'è solo Fresu che critica questo sistema, sono tante le associazioni rimaste fuori. È possibile trovare una soluzione?«Guardi, la legge 7 vale 8 milioni. Io li ho divisi in 10 cartelloni. Alla cultura ne ho previsto 750mila euro. Il resto agli altri. Ho voluto anche 500mila euro per l'inclusione sociale, perché per me è più importante dare valore ai servizi che alla cultura. È una scelta politica la mia, mica sono assessore alla Cultura. Al di là di questo, le dicevo, con la ripartizione sono rimasti fuori circa un milione e 700mila euro, che andranno redistribuiti. Alla cultura ne daremo altri 700mila circa. Il che vuole dire che ne beneficerà un'altra ventina di associazioni scorrendo la graduatoria. Alla fine, quindi, alla cultura andrà più del 20 per cento di quegli 8 milioni». E l'anno prossimo sarà ancora click day?«Assolutamente no. Quest'anno è stato un bando di emergenza perché altrimenti non avremmo potuto dare un euro a nessuno. Chiederò, anzi, al Consiglio regionale la possibilità di prorogare i termini di 6 mesi per lo svolgimento dei festival, perché ci sono associazioni, che, non sapendo se avrebbero avuto o meno i fondi, non hanno fatto nulla. Faremo di tutto, perché fino ad aprile saremo ancora con il Covid. Il buonsenso vuole che in un anno eccezionale si facciano cose eccezionali. Quello che Fresu non sembra volere capire». ©RIPRODUZIONE RISERVATA