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05/01/2021

«Case popolari, servizio pubblico» Un “premio” per ridurre i “ghetti”

Avvenire - Leornardo Servadio

L'ASSESSORE COMUNALE: AUMENTARE L'OFFERTA, MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL PATRIMONIO ESISTENTE
Rabaiotti: il privato che costruisce un edificio nuovo e ne riserva una parte ad alloggi a canoni accessibili vedrà ridotti gli oneri di urbanizzazione
«A Milano col Piano del governo del territorio (Pgt) approvato nel 2020 - riferisce Gabriele Rabaiotti, assessore comunale alle Politiche sociali e abitative - abbiamo compiuto una piccola rivoluzione: abbiamo sancito che le case popolari costituiscono un servizio pubblico e per conseguenza se un privato nel costruire un nuovo edificio residenziale ne destina una porzione a tale servizio, in proporzione gli verranno ridotti gli oneri di urbanizzazione. Questo consentirà di aumentare considerevolmente l'offerta di unità abitative con canoni accessibili». E in prospettiva consentirà anche di ridurre la ghettizzazione: da un alto i quartieri residenziali ricchi, dall'altro lato quelli popolari e poveri, ovvero le periferie sviluppatesi nel secondo dopoguerra. Oggi a Milano vi sono 2.014 case popolari, di cui 982 sono di proprietà comunale e 1.032 sono dell'Aler, cioè della Regione. La qualità di una città si misura anche, forse soprattutto, sulla sua capacità di permettere abitazioni dignitose ai propri cittadini, tanto più nella misura in cui si va verso la policentricità, per la quale da ogni quartiere ci si attenda che offrirà i servizi necessari per la vita civile. Questo ancor più a Milano dove, nei prossimi anni, si prevede un notevole aumento del numero di residenti (si parla di settantamila nuovi cittadini). Per questo il Comune interviene, specifica Rabaiotti, «tramite agevolazioni che consentono di offrire residenze a prezzi calmierati. Ma si viaggia sempre sui 2.4002.800 euro al metro quadrato. Per cui è importante che si possa aumentare l'offerta di appartamenti in affitto a canone accessibile. E oltre ai provvedimenti adottati per le nuove costruzioni, il Comune si è anche impegnato a migliorare la qualità delle case popolari esistenti: sono stati recuperati centinaia di appartamenti da tempo sfitti e siamo intervenuti con opere di ripristino nelle case di via Villani Giuffrè, di via San Bernardo presso Chiaravalle, di via Tofano e altrove. Ci siamo riusciti malgrado il codice degli appalti che, già cambiato tre volte nel corso degli ultimi quattro anni, pone difficoltà burocratiche non indifferenti».