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10/12/2020

Cantieri contro le alluvioni pronta la riforma anti-burocrazia

Corriere del Veneto - Ma.Bo.

Il maltempo e la politica
Rotta, presidente della commissione Ambiente: rivedremo procedure e competenze Simone Scarabel M5s La Regione si ostina a fare il bacino a Crocetta ma per gli esperti è meglio Ponte di Piave
Entro fine anno (traguardo ambizioso visto che siamo alla metà del mese) il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassut presenterà in parlamento la riforma del codice degli appalti pensata dal governo per sveltire la realizzazione delle opere contro il dissesto idrogeologico. Ad annunciarlo, confermando l'anticipazione data ieri dall'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin, è Alessia Rotta, veronese, presidente dem della commissione Ambiente della Camera, che dopo il maltempo che ha colpito la sua città a fine agosto e poi Piemonte e Liguria nelle settimane successive, ha avviato un ciclo di consultazioni proprio sul tema del dissesto. Con un paradosso: a differenza di tanti altri guai che affliggono l'Italia, per la difesa del suolo i fondi ci sono e sono stati stanziati con discreta puntualità da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni; ciò che manca è una procedura che consenta di realizzare con tempestività gli interventi previsti, così da mettersi al riparo dalla furia della Natura che con sempre maggior forza si abbatte sui territori. «In Veneto in questi anni si è potuto procedere tutto sommato con velocità grazie al ricorso alle gestioni commissariali spiega Rotta - che però si muovono in deroga a molte norme, per quanto sempre all'interno di un quadro di legittimità e legalità. È evidente, che la soluzione non può essere sempre il commissario, si deve trovare una via percorribile in regime di "normalità". Per questo la bozza messa a punto dal sottosegretario Morassut mira a semplificare le procedure per questo tipo di opere, velocizzando alcuni passaggi ma anche riassegnando e razionalizzando alcune competenze». Già, perché uno dei problemi che investono gli interventi sui fiume risiede proprio nella molteplicità di soggetti chiamati a sedere attorno al tavolo, per un motivo o per l'altro. «Tutti rivendicano il loro ruolo, dalle Autorità di bacino ai Comuni, dalla Regione alle Province, per finire con i consorzi di bonifica. E poi, ovviamente, ci sono i comitati e le associazioni ambientaliste». Per riuscire a trovare un'intesa tra tutti questi soggetti ci si è inventati il «contratto di fiume», una sorta di conferenza dei servizi dedicata specificatamente a questo tipo di cantieri. Ma anche qui, si va per le lunghe: «Ci vorrà almeno un altro anno e mezzo - è sbottato ieri Bottacin riferendosi alla contestata cassa di espansione sul Piave a Crocetta del Montello, 55 milioni di euro di investimento di cui si parla dal lontano 1967 - proprio ora che eravamo pronti a partire con la progettazione, finanziata con 1,6 milioni dal 2017». Ad oggi il «contratto di fiume» non è neppure partito e intanto ad ogni pioggia il Piave resta un osservato speciale, con 100 mila persone a rischio. «Per questo - ha detto Bottacin - ho chiesto al ministero un esonero di responsabilità. Manleva che ad oggi non si sa se verrà concessa dal ministero. «Il punto è che Bottacin insiste nel voler fare la cassa di espansione a Crocetta, sulle grave, nonostante tutti gli studi dicano che il punto ideale sarebbe a Ponte di Piave, là dove infatti si registrano i problemi maggiori - commenta Simone Scarabel, ex consigliere regionale M5s che ha seguito la vicenda al fianco dei comitati -. E ancora, perché invece di un unico, gigantesco e impattante bacino a Crocetta, non se ne realizzano più d'uno lungo l'asta del fiume, a monte e a valle, come peraltro suggerito dal professor D'Alpaos, magari sfruttando i bacini già utilizzati a scopi idroelettrici? Perché questa insistenza nel voler scavare sulle grave del Piave?».

A Roma

● Alessia Rotta (foto), presidente della commissione Ambiente della Camera, ha completato il ciclo di audizioni avviato dopo il maltempo di agosto, che devastò la sua Verona ● Il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassut presenterà entro fine anno al parlamento il testo di riforma del codice degli appalti che dovrebbero sveltire i cantieri contro il dissesto

Foto: Opera contestata Il Piave a Ciano del Montello, frazione di Crocetta, dove dovrebbe sorgere una cassa di espansione in grado di stoccare 40 milioni di metri cubi d'acqua