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05/01/2021

CANTIERE DA SMANTELLARE SI CERCANO DEI TERRENI PER TENERE LE ATTREZZATURE

Corriere Adriatico

IL SOGNO È TRASFORMARLA IN UNA SUPERSTRADA TRA ADRIATICO E TIRRENO
L'avviso di gara pubblicato in Gazzetta ufficiale. L'importo a base d'asta è di quasi 65 milioni di euro Lo stop dei lavori avvenne 14 mesi fa. La ditta aggiudicataria fallì lasciando l'opera completata al 38%
LE INFRASTRUTTURE
ARQUATA DEL TRONTO Dopo 50 anni di promesse, un terremoto di mezzo e 14 mesi di buio (con il fallimento dell'impresa incaricata), si riaccende finalmente la luce in fondo a quel tunnel sulla Salaria, tra Acquasanta Terme e la frazione di Trisungo di Arquata del Tronto, che il territorio ascolano attende ormai da troppo tempo. A spingere l'interruttore della speranza è proprio l'Anas che, con la pubblicazione del nuovo avviso di gara in Gazzetta ufficiale, adesso riapre la strada al nuovo cantiere. Il cantiere del completamento, dopo che le procedure fallimentari hanno bloccato definitivamente, più di un anno fa, l'impresa aggiudicataria dell'appalto, ovvero la Carena di Genova, quando l'intervento era arrivato al 38% del suo cammino. Si riparte, dunque, dopo 14 mesi necessari per disincagliare l'appalto dalla fase di stallo, con la procedura di aggiudicazione dei lavori per un importo a base d'asta di circa 65 milioni di euro.
Il nuovo appalto
Di fronte a delusione, amarezza e dubbi sul futuro di quel tratto di Salaria, sensazioni seguite al fallimento dell'impresa aggiudicataria, la ripresa dell'intervento ora è ufficiale. L'Anas ha pubblicato, come detto, l'avviso con il quale ora si sbloccheranno le offerte delle imprese che saranno ammesse per poter riaprire quel cantiere fermo ormai da più di un anno. Tecnicamente si tratterà di un riappalto, con un valore stimato di circa 65 milioni di euro (per la precisione 64,7 milioni tra lavori da eseguire e oneri per la sicurezza). Ed oltre all'intervento vero e proprio è previsto anche il servizio di monitoraggio ambientale in corso d'opera. Un punto e a capo, dunque, che servirà a completare i lavori avviati il 27 gennaio 2017 dall'impresa Carena e che sono stati eseguiti fino al 38% dell'opera prima di essere bloccati a causa del fallimento della società aggiudicataria, avvenuto nell'ottobre 2019. Si ricomincerà, dunque, da dove si è rimasti nel momento in cui si è fermato il cantiere, per andare a completare quei lavori che riguardano il secondo lotto del primo stralcio nel tratto Trisungo-Acquasanta, per la precisione dal chilometro 151 al 153,7. Ovvero quei 2,7 chilometri che rappresentano il primo intervento concreto di ammodernamento della Salaria nella parte ascolana, dopo decenni di promesse e annunci. A questo punto, formalmente, l'Anas inviterà le imprese che saranno ammesse a presentare l'offerta economica per poi procedere con l'aggiudicazione a chi proporrà il prezzo più basso.
Cantiere da smantellare
Mentre si va avanti con le procedure di gara per il riappalto, sempre l'Anas dovrà individuare una o più aree idonee, a distanza di massimo 50 chilometri da Trisungo, per il trasferimento di tutti i mezzi e le attrezzature dell'impresa fallita che sono finora rimasti abbandonati proprio all'interno del vecchio cantiere. Per questo la società che gestisce i lavori stradali ha scritto ai Comuni di Ascoli, Arquata, Acquasanta, San Benedetto, Monteprandone, Folignano, Castel di Lama, Spinetoli, Monsampolo, Comunanza, Maltignano, Roccafluvione e ai Comuni reatini di Posta, Accumoli e Amatrice, con l'obiettivo di individuare attraverso la pubblicazione di un avviso possibili aree per depositare tutto il materiale. Un'operazione necessaria per poter procedere, una volta aggiudicati i lavori, con la ripresa delle attività.
Tra passato e futuro
L'ammodernamento della Salaria rappresenta un tassello fondamentale nella rete delle infrastrutture di collegamento per il Piceno. E questo intervento tra Acquasanta Terme e Trisungo che si avvia verso il completamento, costituisce l'unico cantiere di grande rilievo, sul fronte ascolano, finora sbloccato. Ma se in 50 anni di attesa se ne sono viste di tutti i colori, dai continui tentativi andati a vuoto per arrivare all'ultima beffa del cantiere bloccato per fallimento dell'impresa, c'è uno spiraglio che potrebbe aprirsi in una visione a lungo termine: la riqualificazione della Salaria, addirittura con il sogno della trasformazione in una superstrada di collegamento tra Tirreno e Adriatico, potrebbe rientrare nell'ambito delle infrastrutture da sostenere attraverso il recovery fund. Ma, dopo decenni di illusioni e delusioni, gli ascolani hanno imparato a rimanere coi piedi per terra.
Luca Marcolini
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