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05/12/2020

Box speciali per l’ospedale da campo sull’appalto scatta il ricorso al Tar

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL CASO UNA DITTA DI BOLOGNA: «ESCLUSI PER 0,50 CENTIMETRI SULL'AMPIEZZA DEL LOCALE, ACQUISTATO UN PRODOTTO INADEGUATO»
I giudici rigettano il carattere d'urgenza: nel merito il 12 dicembre
MASSIMO BRANCATI l Un parto travagliato quello dell'ospedale da campo «targato Qatar». Se da un lato s'intravede il completamento grazie ai lavori in corso, dall'altro incombe un ricorso relativo all'appalto per la fornitura di box per biocontenimento. La società Sago Medica di Bologna ha scritto al Tar di Basilicata che ieri si è espresso spiegando di non accettare ricorsi d'ur genza ma che segnala all'appaltatore che c'è qualcosa che non va, riservandosi di capire meglio il 12 dicembre prossimo. Da capire ci sarà molto, ma per l'amministratore delegato della Sago Medica, Franco Fallavena, è tutto molto chiaro: «Ci sono un sacco di errori nell'appalto. Non c'è chi si mette dei soldi in tasca, ma è un problema di ignoranza sul tema». Proviamo a ricostruire la vicenda. Ad una prima gara si presentano due concorrenti, uno dei quali viene escluso perché nella sua proposta risultano «non conformi» 13 delle 17 caratteristiche tecniche previste dal capitolato. La Sago Medica aveva ha un requisito non corrispondente a quanto previsto dal capitolato che chiede una stanza da 9 metri quadri: «La nostra racconta Fallivena - era di 8,5 metri quadri. Insomma, siamo stati esclusi per 0,50 centimetri di superficie calpestabile. È stato un errore di scrittura, anche perché i nostri box sono di 9,60 metri. La commissione avrebbe potuto chiederci il perché di quello 0,50 in meno e avremmo spiegato». Alla riproposizione della gara partecipano un'azienda di Potenza, una ditta di Vicenza che presenta un prodotto analogo a quello dell'azienda esclusa nella prima fase della gara con l'unica aggiunta delle porte, e la Sago Medica che «corregge» il dato sull'am piezza del box. Vince la ditta di Potenza che però chiede di essere esclusa perché non riesce a consegnare il prodotto. Scorre la graduatoria e si aggiudica l'appalto la ditta di Vicenza che aveva venduto in Veneto lo stesso box a 17mila euro, mentre in Basilicata lo piazza a 23mila euro. «Si tratta di un prodotto - dice Fallivena - che non corrisponde ad almeno sette requisiti inseriti nel capitolato». Fallivena ricapitola la questione: la Regione Basilicata indice una gara per box per biocontenimento e in prima delibera acquista un prodotto che, in pratica, non esiste; in seconda aggiudicazione - spiega Fallivena - acquista delle tende per biocontenimento, paga il prodotto in più rispetto a quanto ha speso il Veneto, lo acquista senza garanzia, mentre la Regione Veneto ha una garanzia di 24 mesi. Il prodotto acquistato - prosegue il manager bolognese - non corrisponde a 7 dei 17 criteri minimi di valutazione, ma l'amministrazione procede e non si accorge di nulla e inoltre non risponde alle istanze sulle nostre segnalazioni tecniche che chiariscono e descrivono quanto denunciato al Tar». Fallivena ribadisce che non scorge chissà quali manovre sotterranee per favorire questa o quella impresa, ma semplicemente ritiene che la questione sia frutto di ignoranza in materia, con ripercussioni ovviamente sulla qualità e sull'efficacia del prodotto sanitario.

Foto: POTENZA Lavori in corso per il completamento dell'ospedale da campo donato dal Qatar [foto Tony Vece]