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01/01/2021

Biodigestore, dito puntato su conti e cifre

QN - La Nazione

SARZANA I conti non tornano e le cifre lievitano. Oltre all'aspetto ambientale sul quale i comitati si stanno battendo da oltre due anni per cercare di impedire la realizzazione dell'impianto biodigestore dei rifiuti a Saliceti, l'attenzione si sposta anche sui ricavi economici che il piano proposto da Re.Cos porterebbe nelle casse della partecipata Iren. A fare i conti in tasca al progetto previsto a Saliceti ci ha pensato il Comitato Sarzana che Botta! con il supporto, per il momento, fornito dal Comune di Lerici. L'associazione e l'ente pubblico in un'azione coordinata hanno inviato ad Anac, l'autorità nazionale anti corruzione, una segnalazione che trae spunto proprio dai conti dell'operazione biodigestore. Ne esce così un notevole incremento del business senza però ricorrere a nuova gara come prevede il codice degli appalti al superamento di una soglia ben fissata. Dagli studi eseguiti infatti scaturirebbe un aumento dei ricavi di 222 milioni di euro. Ma da cosa scaturisce l'importante cifra? Facendo un percorso a ritroso emerge infatti che gli introiti legati alla gestione del ciclo dei rifiuti dal 2016 al 2042 ammontava, come messo a gara sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, 658.105.483 euro comprendente gli impianti TMB di Saliceti, già in funzione dal 2008, e il digestore di Boscalino. Nel 2016 infatti la previsione progettuale era riferita all'area nel Comune di Arcola e non ancora a Saliceti nel territorio di Vezzano. Il valore della parte impiantisca ammontava a 378.078.000. Secondo gli studi del Comitato l'affare prospettato da Re.Cos grazie alla realizzazione proprio del biodigestore ammonterebbe complessivamente a 600.571.000, come risulta dai dati indicati nel piano economico finanziario inserito nel Paur recentemente approvato a conclusione della conferenza dei servizi indetta da Regione Liguria. Si assisterebbe dunque a un notevole aumento del volume di introiti all'interno degli anni di durata del solito contratto. L'incremento del 33% superiore al valore dell'appalto di gara del 2016 andrebbe oltre il tetto stabilito dal codice degli appalti che indica un aumento non superiore del 20%, pena la ripetizione della gara. Procedura che, al contrario, non è stata eseguita nonostante la diffida inviata a inizio dicembre da comitati e associazioni di cittadini. Proprio l'incremento del business senza ricorrere a nessuna nuova gara è il principale argomento della segnalazione inoltrata ad Anac dal Comitato Sarzana, che botta!, condivisa per altro con il Comune di Lerici. «A questo enorme vantaggio economico -- spiegano dal Comitato Sarzana che Botta ! - per Re.Cos fa da contrappunto il danno economico per i contribuenti spezzini per ora nel silenzio assordante dei sindaci». Proprio agli amministratori e alla classe politica verrà inviato il testo del ricorso con la richiesta di condividerlo e inoltrarlo a loro volta ad Anac seguendo l'esempio dell'amministrazione comunale lericina. Massimo Merluzzi