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08/12/2020

Authority Dossier bollenti, mercato stretto è il tramonto degli sceriffi?

Corriere L'Economia - Antonella Baccaro

Economia & Politica stato e regole Collegi in perfetto stile Cencelli, statalismo arrembante: il campo di gioco è sempre più piccolo Non bastano le multe a sei zeri per piegare i giganti. Casi e ambizioni dei «Magnifici 6»
È un mondo difficile quello che le Authority indipendenti dovranno regolare quando l'emergenza sanitaria si sarà placata. E già lo è adesso, dal momento che le «regole del gioco» stanno cambiando sotto i loro occhi. Nate negli anni 90 per tutelare il mercato, liberandolo dai vecchi monopoli e normandolo sotto la spinta del diritto comunitario, le Authority oggi si trovano a dover affrontare le grandi sfide del cambiamento nella cornice di un ritorno allo statalismo non sempre giustificato dalla tutela di interessi nazionali. Hanno gli strumenti per farlo? Ma soprattutto ne hanno l'intenzione?

Il dubbio che il meccanismo di nomina degli organismi sia ormai logoro è forte. Ci riferiamo all'eccessiva dipendenza dalla politica di Autorità che nascevano con l'intento di sottrarvisi. Un legame che spesso ha portato negli anni a scelte al ribasso, a una tendenza costante al compromesso e all'esaurimento di quella spinta innovativa che ha caratterizzato l'attività dei primi Garanti.


Agcom alla prova

Risale all'estate scorsa l'insediamento del nuovo consiglio dell'Autorità per le Comunicazioni, ora guidata da Giacomo Lasorella, formazione giuridica, esperienza più che decennale nel cuore burocratico della Camera, culminata nella nomina a vicesegretario sotto la presidenza di Laura Boldrini. Nelle sue mani e in quelle di un consiglio in perfetto stile Cencelli, sono i dossier più caldi del momento: la rete unica, il caso Vivendi, la riforma della Gasparri. La prima patata bollente è quell'emendamento al decreto Covid che ha rilanciato la corsa all'allargamento della maggioranza o quantomeno all'appoggio esterno di Forza Italia. L'emendamento, ribattezzato «salva Mediaset», fa fronte alla sentenza della Corte di giustizia Ue del settembre scorso che ha bocciato la Gasparri, invalidando di fatto le limitazioni alla convergenza tra telecomunicazioni e mass media imposte a Vivendi in Mediaset. Per sei mesi l'Agcom avrà l'ultima parola sulle fusioni tra società di mass media e di tlc, in attesa di una riforma più complessiva. Nel caso specifico della scalata a Mediaset, se il Tar del Lazio il 16 dicembre prossimo ridesse a Vivendi la possibilità di detenere l'intero 28,8% di Mediaset (ora parcheggiato in un trust), l'Agcom potrebbe avviare un nuovo esame sulla questione. Non serve aggiungere altro per capire la delicatezza del passaggio.


Così come del resto è cruciale il ruolo dell'Authority sulla rete unica: valutare AccessCo (se e quando venisse alla luce), dopo il primo via libera dato a FiberCop, cercando di assicurare a tutti gli operatori l'accesso alla rete in condizioni di parità di trattamento e di concorrenza.


La rivincita di Anac

Sono lontani i fasti della gestione dell'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone che l'ha lasciata nel 2019, dopo cinque anni, per contrasti con il governo Conte. Contrasti spiegabili con il progressivo declino della funzione dell'Autorità, nata nel 2012 dalla legge Severino, insediatasi per volontà dell'allora premier Matteo Renzi con l'intento di farne un simbolo di legalità. Missione mediatica, perché l'Anac nasce con compiti preventivi e non sanzionatori e si deve solo a Raffaele Cantone se quei poteri così circoscritti, attraverso l'uso della soft law, hanno avuto impatto su un'azione amministrativa spesso troppo disinvolta.


Con l'avvento del governo giallo-verde qualcosa cambia: la difesa d'ufficio dei grillini cede all'assedio leghista che, con gli interventi sulla normativa degli appalti, cominciano ad abbattere il fortino dell'Anac. Il colpo di grazia però viene dato dal governo giallo-rosso col decreto Semplificazioni. Intanto Cantone è lontano. Al suo posto arriva Giuseppe Busia, formazione giuridica internazionale, numerose docenze, già segretario generale del Garante della Privacy e dell'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici (poi Anac). Sarà lui a interpretare un eventuale ruolo dell'Anac nella gestione dei fondi del Recovery Fund, ruolo vagheggiato nei retroscena, corroborato da indiscrezioni circa i suoi ottimi rapporti col premier Conte.

L'Antitrust e le altre

Da quando a maggio 2019 si è insediato il nuovo Garante, Roberto Rustichelli, scelto dai presidenti delle Camere, l'Antitrust è scoppiettante. Non passa quasi giorno che non si apra un'istruttoria su qualche grossa azienda o «cartello». Una multa di 10 milioni a Apple per pubblicità ingannevole, un'istruttoria su Google per posizione dominante, una tirata di orecchi a Fabio Rovazzi per product placement occultato. Rustichelli ha una formazione giuridica ed economica, al momento della nomina era presidente del Collegio B del Tribunale delle Imprese di Napoli con competenza, tra l'altro, sulle violazioni antitrust per il Sud Italia, nonché presidente di Sezione della commissione Tributaria Provinciale di Napoli. Riuscirà a arginare il nuovo statalismo (vedi golden power) e limitare l'effetto «tana libera tutti» sulle regole della concorrenza?


L'Autorità di regolazione dei Trasporti ha vissuto con l'ex garante Andrea Camanzi una stagione importante, complice la norma che ne ha riscritto le competenze. Camanzi sarà ricordato per l'effettiva apertura dell'Alta velocità alla concorrenza e per la riscrittura delle regole tariffarie sulle concessioni autostradali, che ne ha abbattuto la remunerazione, e ora sta condizionando la trattativa governo-Autostrade. Non sarà facile per Marcello Zaccheo eguagliare il predecessore: i settori che meriterebbero attenzione oggi sono gli aeroporti e i porti.


Infine l'Autorità per l'Energia (Arera): i nuovi obiettivi europei di decarbonizzazione e il Green New Deal sono la sfida più grossa per un'Autorità, guidata da Stefano Besseghini, finora nota solo per il suo ruolo di regolazione delle bollette. Si tratterà di accompagnare la trasformazione energetica senza farla ricadere sulle tasche dei consumatori. A cominciare dal primo gennaio 2022, quando anche le famiglie passeranno al libero mercato.


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Giacomo Lasorella, laurea in Legge e Scienze politiche, abilitazione legale, vicesegretario della Camera


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Roberto Rustichelli, laurea in Legge e in Scienze economiche, abilitazione da legale, magistrato


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Giuseppe Busia, laurea in Legge, avvocato, docente, dirigente Pubblica amministrazione


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Pasquale Stanzione, laurea in Legge, docente, avvocato in Cassazione e giudice tributario


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Nicola Zaccheo, laurea in Fisica, ad di aziende del settore dell'aerospazio, presidente Enac


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Stefano Besseghini, laurea in Fisica, ricercatore Cnr, ad di Rse spa, Ricerche su sistema energetico