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15/12/2020

Appalto rapido, ma la società è indagata

QN - Il Resto del Carlino

di Federico Malavasi FERRARA Aveva ottenuto un appalto per la fornitura di materiale sanitario all'ospedale di Cona ma aveva omesso di specificare che era stato indagato per i reati di peculato e turbativa d'asta. Un dettaglio non da poco, quello scoperto dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza e che ha permesso all'azienda ospedaliero universitaria Sant'Anna di bloccare l'arrivo dei prodotti. Al centro dell'attività condotta dalle fiamme gialle c'è una fornitura di reagenti per tamponi Covid del valore complessivo di seicentomila euro. Ad aggiudicarsela era stata un'impresa di fuori regione. Il fatto è venuto alla luce quando i finanzieri, nell'ambito delle attività di controllo in materia di spesa pubblica, hanno messo sotto la lente gli atti di gestione delle varie procedure negoziate con le quali l'azienda sanitaria aveva aggiudicato a diversi operatori contratti per circa tre milioni e mezzo di euro, destinati a forniture di materiale sanitario per far fronte all'emergenza coronavirus. Il tutto senza la fase preliminare di pubblicazione del bando di gara e senza indagini di mercato preventive. Una pratica consentita in questa fase emergenziale proprio alla luce dell'urgenza di reperire i prodotti necessari per affrontare l'epidemia e che il Sant'Anna ha attuato in maniera corretta, sulla base di eventi imprevedibili e quindi non imputabili alla stazione appaltante. I militari del comando di via Palestro si sono quindi concentrati sulla correttezza dei requisiti oggettivi e soggettivi delle imprese che si erano aggiudicate le commesse. I finanzieri non ci hanno messo molto a trovare il primo inghippo. Una delle aziende coinvolte avrebbe infatti omesso di fornire informazioni al punto da rendere dubbia la sua integrità professionale ai fini dell'appalto. Gli investigatori hanno infatti scoperto che il legale rappresentante della ditta era stato al centro di un procedimento penale per peculato e turbativa d'asta. Alla scoperta è seguita immediatamente la segnalazione dei finanzieri ai vertici dell'azienda ospedaliero-universitaria. Questi ultimi, una volta appurata la realtà dei fatti, hanno immediatamente sospeso il contratto con l'impresa in questione, bloccando la consegna della parte restate della fornitura di prodotti diagnostici. L'interruzione del rapporto con l'azienda finita sotto la lente della Finanza non ha avuto ripercussioni sull'attività dell'ospedale. Lo stop, infatti, non ha compromesso in alcun modo il servizio pubblico e l'attività di contrasto al coronavirus. Sarà quindi garantito in ogni caso l'arrivo dei presidi sanitari necessari al contenimento dell'epidemia. «I controlli della guardia di finanza in materia di appalti - spiega il comando provinciale della guardia di finanza - sono finalizzati a sostenere il tessuto economico legale del Paese e a garantire ai cittadini nei servizi pubblici di livello adeguato all'ammontare delle risorse messe a disposizione per il loro funzionamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA