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02/12/2020

Appalto con l’aiutino L’inchiesta sulle Asl tocca anche il Maggiore

La Stampa - MARCO BENVENUTI

novara, l'ipotesi di reato è turbativa d'asta
Un infermiere fra i 15 indagati della procura di Torino Avrebbe aiutato un'azienda fornitrice di camici in Tnt
NOVARA Camici «cuciti su misura» che il dipendente dell'ospedale avrebbe inserito nel nuovo capitolato seguendo le precise indicazioni di incaricati e agenti di un'impresa veneta di settore. C'è anche un infermiere del «Maggiore» di Novara, Gabriele Fasolini, 54 anni, residente a Cameri, fra le 15 persone cui ieri la procura di Torino ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione «Molosso», inchiesta del pm Giovanni Caspani che ha scoperchiato un malcostume diffuso nelle gare per le forniture di materiale sanitario in Piemonte. Fasolini, accusato di concorso in turbativa d'asta, è stato sottoposto all'obbligo di firma tre volte la settimana. Nel suo caso si tratta di un episodio marginale nel complesso della più vasta indagine che riguarda per lo più le Asl di Torino ed Alessandria, per vari reati fra cui corruzione e frode nelle pubbliche forniture. Cinque persone sono finite ai domiciliari, due hanno l'obbligo di dimora, e otto (fra cui appunto l'infermiere dell'ospedale di Novara) quello di presentazione alla polizia giudiziaria. In base a quanto emerso durante le indagini della Guardia di Finanza di Torino, la fornitura novarese riguardava divise (casacca e pantalone) e giacche in Tnt che sarebbero poi state distribuite tramite dispenser automatici forniti in comodato d'uso dalla stessa azienda: l'infermiere del «Maggiore», nella sua qualità di responsabile dell'attività assistenziale delle sale operatorie, pubblico ufficiale, avrebbe incontrato o avuti contattati con Luca Ariotti, dipendente della ditta Paul Hartmann, società partecipante alla gara bandita dall'ospedale il 18 dicembre 2019, e nell'ambito della quale Fasolini ha contribuito a redigere il capitolato tecnico. Avrebbe poi sospeso il bando e lo avrebbe modificato in conformità alle richieste provenienti dalla ditta, evitando che la stessa fosse esclusa. Ariotti avrebbe agito in tal modo in accordo con Giulio Solerio, agente della Paul Hartmann. In alcune conversazioni telefoniche intercettate si dice che «Fasolini ha fatto la relazione proprio in base a quanto gli è stato detto». La turbativa d'asta si sarebbe poi consumata nel gennaio di quest'anno. Soliero dice ad Ariotti: «Spiegaglielo bene (all'infermiere, ndr.) se no bisogna andare giù» a Novara. E poi: «Se non interviene Fasolini rischiamo di fare un bagno», e l'augurio successivo: «L'importante è che adesso Fasolini abbia chiaro come mettere giù il nuovo capitolato». Per il gip di Torino, che ha firmato le misure cautelari, il prodotto offerto dalla Paul Hartmann non corrispondeva ai requisiti tecnici del bando e, grazie all'influenza di Ariotti e Soliero, con l'intervento del dipendente dell'ospedale non solo era arrivata la sospensione del capitolato ma anche la redazione di un nuovo contenuto. In una pen drive dell'infermiere gli inquirenti hanno trovato un documento a firma dell'Ariotti, dove venivano indicate le misure della grandezza dei distributori automatici. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: L'appalto al centro del filone novarese dell'indagine riguarda una fornitura di camici monouso in Tnt