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04/12/2020

Appalti pilotati nella sanità No all ‘ arresto di Pullara

Giornale di Sicilia

La Cassazione ha annullato l ' ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo
Il deputato regionale resta libero, è accusato di turbativa d ' ast a
Leopoldo Gargano PA L E R M O Resterà a piede libero il deputato regionale Carmelo Pullara, indagato nella maxi inchiesta della procura di Palermo «Sorella sanità». Sul politico, che risponde di turbativa d ' asta, pendeva il pronuncia mento del Tribunale del riesame che a fine agosto aveva disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri. Ieri però la Cassazione ha annullato senza rinvio l ' ordinanza del riesame, dando ra gione questa volta alla tesi della difesa, rappresentata dall ' av vo c a t o Giuseppe Di Peri. Si chiude così la partita sulla custodia cautelare a carico del deputato di «Popolari e Autonomisti» che fin da subito secondo i pm doveva essere arrestato ma il gip Claudia Rosini fu di un altro parere: non c ' erano gravi indizi. Pullara, 48 anni, originario di Licata, è accusato di avere cercato di pilotare l ' aggiudicazione di un mega appalto, per un totale di 227 milioni di euro, che riguardava la manutenzione e la pulizia di ospedali e presidi sanitari. Tra gli elementi fondamentali ci sono state le ammissioni fatte dall ' ex direttore ge nerale dell ' azienda sanitaria pro vinciale di Trapani, Fabio Damiani, presidente della centrale unica di committenza, a caccia di sponsor politici per essere nominato dg nella sanità. Gli elementi in questo senso derivavano da una serie di intercettazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza. Damiani stesso le ha confermate ai pm, il 29 luglio, spiegando che il parlamentare gli chiese «esplicitamente di appoggiare Manutencoop, perché da Manutencoop proveniva il suo bacino elettorale della zona dell ' A g r i ge n t ino». Il tribunale del riesame ad agosto ritenne molto alto il rischio di reiterazione del reato: «Pullara riveste la carica di deputato regionale - scrisse la relatrice - circostanza che già di per sé rende concreto e attuale il pericolo che il medesimo, verificandosene nuovamente l ' oc casione, possa in futuro commettere reati della stessa indole». Per l ' avvocato Di Peri però sa rebbe dimostrato il contrario, quella gara si svolse in maniera trasparente, tanto che nell ' ambito delle indagini difensive sono stati acquisiti i verbali dell ' aggiudica zione e le valutazioni dei commissari sono praticamente identiche. In ogni caso il deputato resta sotto inchiesta, nei suoi confronti sono ancora in corso le indagini preliminari e gli accertamenti della procura non sono certo conclusi. Nel mirino della guardia di finanza ci sono appalti per un importo complessivo di circa 600 milioni di euro. Gare per garantire il funzionamento della sanità attorno alle quali si sarebbero mossi faccendieri e funzionari pubblici pronti a incassare mazzette. Secondo gli inquirenti, i pagamenti delle tangenti, in alcuni casi, avvenivano con la classica consegna di denaro contante nel corso di incontri riservati, «ma molto più spesso venivano invece mimetizzati attraverso complesse operazioni contabili instaurate tra le società aggiudicatarie dell ' appalto e una galassia di altre imprese, intestate a prestanome, ma di fatto riconducibili ai faccendieri di riferimento». Per l ' accusa, le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungerebbero una cifra pari ad almeno un milione e 800 mila euro. © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: IL deputato regionale. Carmelo Pullara è originario di Licata