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22/12/2020

Appalti: non sussiste un interesse protetto del concorrente al maggior utile possibile/2

Guida al Diritto

4.5. Nello specifico, la ricorrente ritiene, argomentando sulla base della sentenza T.A.R. Piemonte, Sez. I, 19 aprile 2018, n. 464, resa in relazione al precedente bando del 2017, che il bando di gara sarebbe illegittimo anche nella misura in cui l'accordo quadro rinvia, per la determinazione di una « serie di prestazioni fondamentali ai fini della concreta organizzazione del Servizio » a un ulteriore « contratto applicativo che non è tra la documentazione di gara » e a un « atto di regolamentazione del servizio », parimenti non allegato alla documentazione di gara. Così formulata, la censura non supera il vaglio di ammissibilità ed è comunque infondata. Da un lato, la ricorrente non specifica quali prestazioni non sarebbero indicate nella documentazione di gara, al punto da rendere impossibile la formulazione dell'offerta. Dall'altro lato, nel merito, la complessiva analisi degli atti di gara porta a ritenere che la regolamentazione di dettaglio renda possibile per le parti una consapevole presentazione dell'offerta, tenendo sempre conto che essa deve essere limitata al solo vitto e che il sopravvitto sarà eventualmente attivato su richiesta della singola struttura carceraria. Nello specifico, il capitolato prestazionale (unitamente alle appendici al medesimo) fa riferimento alle tabelle vittuarie, all'elenco dei generi che dovranno essere forniti in esecuzione del sopravvitto (cd. modello 72), alle modalità e agli orari di somministrazione del servizio di vitto, nonché al necessario rispetto dei criteri ambientali minimi; determina inoltre l'ammontare del valore del sopravvitto per gli anni 2018 e 2019 con riferimento a ciascun istituto, indica i locali da destinare al sopravvitto e il costo di occupazione; il disciplinare di gara prevede altresì l'effettuazione di un sopralluogo, ad esito del quale l'operatore economico può trarre ancora maggiori elementi conoscitivi sullo stato dei luoghi e quindi sulle modalità concrete di espletazione del servizio. Infine, deve essere evidenziato che, proprio nella logica dell'accordo quadro alla cui conclusione è finalizzato il bando, il contratto specifico che seguirà non potrà che introdurre previsioni applicative compatibili con il capitolato prestazionale e la disciplina di gara e che l'eventuale difformità del contratto specifico dall'accordo quadro potrà essere dedotta in tale sede. Fermo quanto sopra precisato circa la sufficienza della regolazione dell'oggetto di gara ai fini della formulazione dell'offerta, discorso analogo vale anche per l'atto di regolamentazione del servizio, di cui al punto 5.2 del capitolato prestazionale, il quale determinerà la regolazione di dettaglio del rapporto di mero rilievo esecutivo, non essendo ragionevolmente prospettabile che in sede di aggiudicazione di un accordo quadro debbano essere già definite minuziosamente le concrete modalità esecutive del servizio, le quali devono invece rispondere alle specifiche esigenze delle singole realtà concrete. In ragione delle sopra esposte considerazioni, il primo motivo deve essere complessivamente respinto. 5. Secondo e terzo motivi di ricorso Ritiene il Collegio che i motivi secondo e terzo di ricorso siano inammissibili, così come da avviso ex art. 73, comma 3, c.p.a. effettuato all'udienza del 10 novembre 2020. Con essi si lamentano illegittimità (relative all'attribuzione dei punteggi e all'applicazione dei CAM) che non determinano invero alcuna impossibilità di formulare un'offerta seria e consapevole. Ne consegue che l'eventuale illegittimità del punto 8 del disciplinare - e in particolare della modalità di attribuzione dei 20 punti (sui 70 totali dell'offerta tecnica) per un progetto volto alla valutazione « di soluzioni tecnico-gestionali e di taluni elementi organizzativi finalizzati al rafforzamento del controllo in fase di esecuzione e potenziamento della verifica di conformità» - dovrà essere valutata in altra sede, a valle della presentazione e valutazione delle offerte. Lo stesso vale per l'eventuale illegittimità della clausola di cui al punto 2.1 del disciplinare, relativa al rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM) di cui al D.M. 10 marzo 2020 del Ministero dell'Ambiente e delle tutela del Territorio e del Mare. La censura non è infatti formulata nel senso che il rispetto dei nuovi CAM comporterebbe costi tali da rendere incapiente la base d'asta, diversamente da quanto lamentato rispetto alla gara del 2017. L'analisi di ulteriori aspetti di eventuale illegittimità è dunque riservata a una fase successiva alla presente e al verificarsi dell'effettiva lesione. Le deduzioni della ricorrente si appuntano poi principalmente sul fatto la stazione appaltante avrebbe dovuto assegnare ai concorrenti, al fine di presentare le offerte, almeno il termine contemplato dall'articolo 60 del Codice decorrente dalla entrata in vigore del decreto ministeriale del 10 marzo 2020 e cioè dal 2 agosto 2020. Considerato tuttavia che, dopo l'indizione del bando, il termine di presentazione delle offerte è stato dapprima prorogato dall'amministrazione e poi sospeso dal T.A.R., sotto tale limitato profilo l'interesse alla coltivazione della censura è anche venuto meno. 6. Sull'istanza istruttoria Da quanto sopra discendono l'infondatezza e l'inammissibilità del ricorso, nonché l'inammissibilità dell'istanza istruttoria formulata dalla ricorrente, formulata in relazione a documenti istruttori la cui acquisizione non è necessaria nella presente sede, in quanto non sussiste la lesione lamentata. 7. Spese Le spese di lite devono essere integralmente compensate tra le parti, in considerazione della complessità della questione sottoposta al vaglio del Tribunale. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte inammissibile e in parte lo respinge, nei sensi di cui in motivazione.