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16/12/2020

Appalti a voce e permessi di soggiorno “fai da te” nel gran calderone del Comune di St-Pierre

La Stampa - CRISTINA PORTA

Quattro indagati: il segretario comunale Osvaldo Chabod, il presidente di Cna Salvatore Addario e due imprenditori e un'impiegata IL CASO
AOSTA La procura ha chiuso le indagini sull'attività amministrativa del Comune di Saint-Pierre, dopo l'accesso della commissione antimafia a seguito dell'inchiesta Geenna sulle infiltrazioni mafiose. Il processo si è concluso a settembre con cinque condanne: Antonio Raso a 13 anni di carcere, Nicola Prettico a 11 anni così come Alessandro Giachino, tutti accusati di associazione mafiosa. Dieci anni a testa per l'ex consigliere regionale Marco Sorbara e l'ex assessore comunale di Saint-Pierre Monica Carcea, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pm Luca Ceccanti, titolare delle indagini, erano numerosi gli aspetti da approfondire riguardanti soprattutto la gestione degli appalti. E proprio per quello sul servizio scuolabus, la procura ha chiuso le indagini. Quattro le persone indagate: il segretario comunale di Saint-Pierre e Sarre, ex consigliere regionale dell'Uv nonché ex vice presidente del partito, Osvaldo Chabod, 59 anni di Gressan e il presidente valdostano della Cna, Salvatore Addario, 49 anni di Aosta; i titolari di due aziende di noleggio trasporti Patrick Parleaz, 35 anni di Saint-Pierre e Gabriele Sanlorenzo, 42 anni di Courmayeur. Per loro, le accuse a vario titolo sono di abuso d'ufficio e subappalto non autorizzato. E' stato lo stesso Osvaldo Chabod a raccontare in aula, durante il dibattimento per il processo Geenna, i fatti riguardanti l'appalto contestato. Tutto è partito dopo un controllo da parte della polizia locale avvenuto nei primi mesi del 2019. Gli agenti hanno fermato lo scuolabus mentre stava portando i bambini. Alla guida del mezzo è stato trovato Salvatore Addario, per anni gestore del servizio di taxi-bus, nonché cugino di Antonio Raso. Servizio che dal 2017 era però stato dato in appalto alla ditta di Parleaz. Il mezzo risultava anche essere privo di assicurazione e non revisionato. Dopo quell'episodio, l'amministrazione comunale aveva annullato l'appalto a Parleaz e lo aveva assegnato alla ditta di Gabriele Sanlorenzo. Ma secondo la procura, sia Sanlorenzo che Parleaz «concedevano in subappalto parte del servizio» a Salvatore Addario. Ora i tre dovranno rispondere dell'accusa di subappalto non autorizzato. Per l'accusa, Osvaldo Chabod avrebbe «procurato a Parleaz un ingiusto vantaggio patrimoniale per l'affidamento del servizio taxi-bus». Secondo gli inquirenti, infatti, l'appalto a Parleaz, affidato con una delibera, ne stabiliva «l'esecuzione anticipata pur in assenza di motivate ragioni di urgenza». Tra le altre irregolarità contestate anche quella che i contratti d'appalto stipulati con la pubblica amministrazione, devono essere scritti. Che dietro quell'appalto ci fossero delle pressioni è più volte emerso dalle carte dell'inchiesta e durante il processo. Lo ha testimoniato anche l'ex assessore comunale di Saint-Pierre Alessandro Fontanelle, che al collegio ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da Parleaz che gli diceva: «di non riuscire a svolgere il servizio perché il precedente incaricato, la ditta Addario, avrebbe voluto continuare a farlo». Sotto la lente della procura è finita anche la pratica per un permesso di soggiorno. L'impiegata dell'anagrafe, Fulvia Charrere, ora indagata per falso ideologico e materiale, avrebbe attestato requisiti inesistenti per fare ottenere il permesso di soggiorno alla moglie di Marco Fabrizio Di Donato già condannato a 9 anni per associazione mafiosa sempre nell'ambito dell'inchiesta Geenna. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Salvatore Addario


Foto: Osvaldo Chabod