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11/12/2020

Ance: cantieri bloccati dal Codice degli appalti

Il Messaggero

L'INDAGINE
ROMA Il Codice degli appalti risulta di difficile applicazione e rallenta la realizzazione degli investimenti. Il decreto sblocca cantieri qualcosa ha fatto, ma non ha risolto la situazione. Il decreto Semplificazioni ha creato una vera e propria deregulation. Sono le criticità, secondo enti e imprese, dietro il rallentamento o blocco delle opere pubbliche in Italia. Ma la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, pur comprendendo le difficoltà, assicura che è solo questione di «volontà politica». Sottolinea che in questi 14 mesi ha permesso di sbloccare 17 miliardi di cantieri e per il 2021 prevede il via libera a opere per un totale di 20 miliardi. Una radiografia delle difficoltà del sistema dei contratti pubblici arriva da un'indagine realizzata da Conferenza delle Regioni e Province, Confindustria, Ance e Luiss, che raccoglie le risposte di 5104 stazioni appaltanti e 217 operatori economici. «Stiamo viaggiando al ritmo di uno sblocca cantieri l'anno» e il semplificazioni, che «è un altro sblocca cantieri», ha portato alla «deregulation più totale», osserva il videpresidente dell'Ance Edoardo Bianchi, evidenziando inoltre che il Codice degli appalti «non è la causa del blocco delle opere pubbliche, è l'ennesimo effetto» e se oggi non si parla più di riforma è «perché di fatto è stato annientato». Secondo l'associazione dei costruttori, serve avere «molte meno regole», ma «che siano durature». Chiede un «apparato normativo più semplice e stabile» anche il delegato del presidente di Confindustria Stefan Pan. E anche il presidente dell'Autorità anticorruzione Giuseppe Busia osserva come «avere a che fare con continue modifiche normative non facilita il lavoro delle stazioni appaltanti» .