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15/12/2020

Al Piazzone spunta il colosso edile Cmsa

QN - La Nazione

VIAREGGIO Sorpresa! Il project-financing del mercato di piazza Cavour si rivela più un uovo di Pasqua che un panettone natalizio. La Provincia, che funge da stazione appaltante, ha pubblicato la ricezione delle offerte avvenuta il 28 ottobre, ma della quale si sa l'esito solo ora: è arrivata una sola offerta, quella del soggetto proponente del progetto e cioè Genimm Srl di Seravezza. Ma la Genimm ha partecipato con un Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) insieme alla Cooperativa muratori sterratori e affini (Csa) di Montecatini Terme, il colosso cooperativo delle costruzioni in Toscana. L'offerta prevede di subappaltare una parte cospicua dei lavori. L'operazione è mastodontica (il bando europeo prevedeva una movimentazione di 48 milioni, inclusi i ricavi generali quarantennali), e l'aggiudicazione del mercato di piazza Cavour sarà lunga e complessa. La stazione appaltante ha verificato la regolarità della documentazione presentata dall'Rti, e i requisiti economici. Peraltro proprio i tecnici della Provincia, nel verbale della procedura telematica, ricordano che il bando consente il subappalto solo per i lavori e non per la successiva gestione del mercato; c'è un limite al subappalto delle opere, il 30% dell'importo di bando pari a 6 milioni 489 mila euro. La gara va avanti con l'aggiudicazione sulla base dell'unica offerta economica giunta. L'iter sarà lungo. Sul project pende il ricorso al Tar per l'annullamento delle delibere che l'avvocato Alessandro Del Dotto ha presentato per conto di 22 concessionari comunali destinati, se ci sarà l'aggiudicazione, a diventare inquilini della Genimm per 40 anni, il periodo di concessione di piazza Cavour previsto dal bando. In cambio Genimm farà lavori di riqualificazione per circa 6.5 milioni (il Comune contribuisce con circa 1 milione in tre anni). I commercianti ricorrenti temono per i costi futuri a carico delle loro attività. Ma al Tar si discuteranno i nove motivi del ricorso amministrativo, tra cui l'asserita mancanza del parere dei revisori dei conti sull'intera pratica e sul piano economico-finanziario; l'asserita carenza del parere sui beni monumentali (le logge del Belluomini sono vincolate); e lo stesso contributo comunale. Non è stata chiesta la sospensiva, quindi c'è il rischio che il project venga aggiudicato e poi il Tar annulli le delibere su cui si fonda. Ma ora la situazione si complica. Il Consiglio comunale del 16 gennaio deve approvare un atto di indirizzo per dare mandato alla giunta di avviare «la modifica dell'assetto dell'area mercatale di Piazza Cavour per la parte relativa agli operatori che svolgono attività di commercio su aree pubbliche, corrispondente attualmente a 35 concessioni di posteggio». Vale a dire che il Comune, richiamandosi alla legge regionale sul commercio del 2018, intende trasferire da piazza Cavour tutti o una parte dei 35 chioschi, come del resto ipotizzato più volte quando la giunta ha presentato i vari rendering del futuro Piazzone. Lo stesso atto di indirizzo precisa che il trasferimento avverrà preferenzialmente all'ex Gasometro, oppure in altra area. A Palazzo sostengono che questo atto sarà un assist per la difesa del project al Tar; i ricorrenti invece presenteranno un motivo aggiuntivo per l'annullamento: sostenendo che così facendo il Comune cambia l'oggetto della gara a procedura iniziata e ancora aperta. Così potrebbe saltare l'udienza fissata il 21 gennaio. Il Comune si dà sei mesi per definire le nuove ubicazioni dei chioschi. Ma al Gasometro c'è un parcheggio, tolto a Mover e inserito nel project a uso del mercato. Mettere lì i chioschi significa ridurre i posti auto: «no parking, no business». Non si vende se non c'è il parcheggio: e questa è già una ragione del declino dei negozi in centro. Che effetti avrà l'accessibilità sul futuro shopping centre del Piazzone? Beppe Nelli © RIPRODUZIONE RISERVATA