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21/12/2018

Stretta sugli illeciti professionali

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Novità nel decreto semplifi cazione che si applica ai bandi pubblicati dopo il 15 dicembre
Gare: la risoluzione di un contratto è causa di esclusione
Soppresse le fattispecie tipizzate di esclusione per grave illecito professionale; la risoluzione del contratto può immediatamente rilevare come illecito professionale, a prescindere che sia stata contestata in giudizio o confermata da una sentenza. È quanto si prevede nel decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 290 del 14 dicembre 2018. Si tratta del decreto che avrebbe dovuto contenere numerose modifiche al codice dei contratti pubblici e che, dopo lo stralcio di molte delle disposizioni che erano state inserite inizialmente, contiene una sola modifica al codice dei contratti. L'intervento del governo, che si applica alle procedure i cui bandi sono stati pubblicati dopo il 15 dicembre (e certamente non poteva essere diversamente) è focalizzato sull'articolo 80 relativo ai gravi illeciti professionali, al fi ne di assicurare «la piena coerenza delle norme interne in tema di partecipazione alle gare con il contesto europeo». La norma modifi ca quindi la lettera c) dell'articolo 80 che aveva elencato specificamente le fattispecie rilevanti.A tale proposito va ricordato che l'Anac, con le linee guida n. 6, aveva fatto riferimento a situazioni quali: l'inadempimento di una o più obbligazioni contrattualmente assunte; le carenze del prodotto o del servizio fornito, l'adozione di comportamenti scorretti; il ritardo nell'adempimento e, nei casi più gravi, l'esistenza di significative carenze che possono confi gurare i reati di cui agli articoli 355 del codice penale, sull'inadempimento di contratti di pubbliche forniture, e 356, sulla frode nelle pubbliche forniture. Da rilevare anche come il consiglio di Stato avesse considerato l'elencazione della norma non tassativa. Adesso, con il decreto, la lettera c) come riformulata dall'articolo 5 prevede che possa essere escluso dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico qualora la stazione appaltante dimostri, con mezzi adeguati, che esso si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affi dabilità. Ai sensi delle nuove lettere c-bis) e c-ter) le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore, qualora l'operatore economico abbia tentato di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate a fi ni di proprio vantaggio oppure abbia fornito, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di infl uenzare le decisioni sull'esclusione, la selezione o l'aggiudicazione, ovvero abbia omesso le informazioni dovute ai fi ni del corretto svolgimento della procedura di selezione (lettera c-bis). Altri elementi di rilevo sono le signifi cative o persistenti carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili. Rispetto a questo passaggio della norma l'elemento di maggiore importanza è che la risoluzione del contratto non deve più essere «non contestata in giudizio o confermata all'esito del giudizio», come previsto nel testo attuale. Su tali circostanze la stazione appaltante deve motivare anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa (lettera c-ter). © Riproduzione riservata

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