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12/06/2020

Stralciato l’appalto dei veleni E Dussmann vince la lotteria

Corriere Adriatico

LA SVOLTA
Vi ricordate il maxiappalto delle pulizie finito sotto inchiesta a luglio 2019 che è costato il posto da direttore generale Asur ad Alessandro Marini? Nella bufera estiva erano finiti nel registro degli indagati una decina di persone che andavano dal top manager della sanità marchigiana, ai presunti faccendieri locali, all'avvocato che riceveva presunte consulenze fittizie fino a diversi colletti bianchi di aziende multi-service di orizzonte nazionale.
L'esito delle indagini
In attesa di conoscere l'esito delle indagini che la procura ha delegato alla nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Ancona, il contestato appalto continua a far parlare. Non perché sia andato avanti quanto perché è finito su un binario morto. Con un epilogo del tutto inatteso che riverserà per i prossimi quattro anni circa 100 milioni di fornitura su un'unica azienda, la Dussman Service Srl di Capriate San Gervasio, nel Bergamasco, colosso del facility management da 2 miliardi di fatturato annuo, 500 milioni dei quali soltanto in Italia. Dai veleni alla lotteria, insomma.
La Regione getta la spugna
Il 22 maggio scorso infatti il Suam, lo sportello unico della Regione ha scritto una lettera ai direttori regionali di Torrette, Marche Nord, Asur e Inrca nella quale, allargando le braccia, spiega che i lavori della commissione aggiudicatrice della gara che in dieci lotti prometteva lavori per 180 milioni per i prossimi 8 anni, sono bloccati. È successo questo: i tre commissari che dovevano occuparsi di verificare la validità delle offerte e dei requisiti delle 28 aziende ammesse ai nastri di partenza, benché insediatisi a settembre, con l'emergenza Covid sono stati riassorbiti dai loro incarichi originari e così l'esame delle buste si è bloccato. In sostanza, da palazzo Raffaello hanno alzato bandiera bianca: «Per tale motivo non sarà presumibilmente possibile aggiudicare la procedura entro l'anno 2020» scrivono i tecnici. Ed è lo stesso Suam che suggerisce ai direttori che è stata attivata una convenzione da Consip, la centrale unica nazionale di acquisto per beni e servizi .
Le due strade
Pertanto, dice il Suam, potete scegliere: o ci aspettate oppure potete già aderire alla convenzione. Difronte a tale annuncio, le aziende sanitarie regionali hanno preso atto del fatto che o continuavano a mandare in proroga gli appalti (nella fattispecie) per la gestione delle pulizie oppure potevano fare un salto laterale e aderire alla convenzione Consip. Che è stata vinta da Dussmann Service Srl, colosso dei global service del nord Italia che già operava nelle Marche da tempo. La Asur, per esempio, il 26 maggio riepiloga una situazione con «contratti ponte in essere nelle cinque Aree vaste, stipulati nelle more dello svolgimento di una nuova procedura di gara da parte del soggetto aggregatore nazionale o del soggetto aggregatore regionale».
La decisione finale
Facile intuire la decisione finale. Asur ha aderito alla convenzione Consip, lotto 5, per i servizi di pulizia per gli enti del Servizio sanitario nazionale. Nella delibera 277, protocollata l'altro ieri da via Oberdan, tuttavia, non ci sono gli importi del contratto. Solo la durata: quattro anni. In attesa di conoscere se anche Marche Nord e Inrca hanno preso la strada Consip si possono fare calcoli a spanne: siamo oltre i 50 milioni e sotto i 100. La convenzione con Consip prevede che le singole aziende debbano affidare al contraente le specifiche delle rispettive aziende (in questo caso le aree vaste) per la formulazione del contratto finale. Stessa cosa ha fatto anche Ospedali Riuniti: adesione alla convenzione Consip e tanti saluti al maxibando che aveva sollevato il polverone a luglio 2019.
L'inchiesta della procura
Tra i reati ipotizzati dalla procura di Ancona corruzione, tentata turbativa degli incanti e traffico di influenze in relazione al maxi appalto. Con Marini sono tutt'ora indagati tre presunti faccendieri (Pesarini, Pieroni e il sindaco di Castelplanio Badiali), una funzionaria della Asur (Fulvia Dini), due alti dirigenti del colosso nazionale Coopservice e altri manager dell'imprenditoria sanitaria nazionale. Marini, aveva rigettato gli addebiti e si era messo a disposizione dell'autorità giudiziaria per chiarire la posizione. Ma dopo quatto mesi Ceriscioli, a novembre scorso, non gli ha rinnovato il contratto.
Andrea Taffi
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