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12/10/2018

Stralciate le cartelle Equitalia sotto mille euro

Libero - ANTONIO SPAMPINATO

La bozza del decreto fiscale
Tetto di 200mila per accedere alla sanatoria tributaria. Multe ridotte sulle fatture elettroniche, 735 milioni alle Pmi
Tecnici al lavoro a pieno regime sulla bozza del decreto fiscale per rispettare la scadenza di lunedì, giorno in cui dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ed è soprattutto un lavoro di mediazione tra i desiderata delle due forze politiche che tengono in piedi l'esecutivo: Lega e M5S. Uno dei punti più delicati da risolvere è come presentare la «pace fiscale», tema caro al Carroccio e molto meno ai grillini. Il timore del Movimento è che venga percepito come ciò che probabilmente sarà: un condono. Per risolvere il problema si potrebbe vestire da ravvedimento operoso, particolarmente potenziato: uno strumento utile per effettuare la sanatoria invece di utilizzare la dichiarazione integrativa sui redditi non dichiarati. E poi c'è da risolvere il problema della soglia per la sanatoria, scesa finora a 200.000 euro. Sul tema delle mini cartelle sotto i mille euro spunta invece l'ipotesi più gradita ai contribuenti: lo stralcio totale. Il colpo di spugna potrebbe riguardare i debiti accumulati tra il 2000 e il 2010. L'obiettivo è quello di liberare l'ex Equitalia di un quarto dei crediti non riscossi. Ma si tratta di un provvedimento di cui ci sono solo i contorni e non è nemmeno detto che vedrà la luce a questo giro. Un altro punto rilevante riguarda l'e-fattura. Le sanzioni per chi emetterà la fattura elettronica in ritardo sarà ridotta per tutto il primo semestre del 2019. La bozza del documento sostiene che l'obiettivo è «non differire ulteriormente l'entrata in vigore della fatturazione elettronica (stabilita per il primo gennaio 2019) e di ridurre gli effetti negativi dei possibili ritardi nell'adeguamento dei sistemi informatici». In particolare, «non si applica nessuna sanzione al contribuente che emette la fattura elettronica oltre il termine normativamente previsto ma, comunque, nei termini per far conoscere l'imposta ivi indicata alla liquidazione di periodo (mensile o trimestrale). Le sanzioni - prosegue il testo - sono invece contestabili, seppur ridotte al 20%, quando la fattura emessa tardivamente partecipa alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo». Tra le altre voci presenti nella bozza ci sarebbe quella che stabilisce la proroga di 12 mesi per la mobilità in deroga nelle aree di crisi e la scomparsa della soglia minima di 100 lavoratori come requisito per usufruire della cig straordinaria. Anche i lavoratori di Termini Imerese potranno usufruire della mobilità in deroga. Dopo il crollo del ponte Morandi dovrebbero arrivare 10 milioni per l'autotrasporto e altri 15 per il Fondo porti, da destinare proprio a Genova. Secondo poi quanto riportano le agenzie di stampa, non entrerà nel decreto fiscale, ma probabilmente in manovra o in un altro collegato, la revisione della soglia di 40.000 euro per l'affidamento diretto prevista dal Codice degli appalti. Un'ipotesi per accelerare la realizzazione dei lavori sarebbe quella di adeguarsi ad alcuni paesi europei dove, ha annunciato il sottosegretario al Mef, Massimo Garavaglia, la gara scatta solo sopra i 200.000 euro. Il Fondo di garanzia per le Pmi dovrebbe riceve da subito una somma di 735 milioni.

::: I PUNTI

LE MINI-CARTELLE Potrebbe essere uno stralcio totale quello in arrivo per le mini-cartelle sotto i mille euro. La cancellazione riguarderebbe i debiti più vecchi, quelli accumulati tra il 2000 e il 2010 che giacciono in gran parte nei cassetti dei contribuenti anche da prima della crisi economica. Ma l'ipotesi di cancellazione è ancora allo studio SANATORIA Da sciogliere resta non solo la soglia per la sanatoria, scesa finora a 200.000 euro, ma anche lo strumento per attivarla. Sarebbe infatti stata esclusa la dichiarazione integrativa sui redditi non dichiarati, mentre si fa strada l'ipotesi di un compromesso tra le forze politiche di governo su un potenziamento del già esistente ravvedimento operoso, non sgradito al Movimento Cinque Stelle.

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