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12/12/2019

Strade in Sicilia, il commissario fantasma: non ha ancora l ‘ inc arico

Giornale di Sicilia

C ' è l ' annuncio della nomina: dopo sei mesi resta solo quello
Toninelli indicò Ievolella senza dargli poteri E il nuovo ministro non ha ancora provveduto
Giacinto Pipitone PA L E R M O È la storia del commissario che non c ' è. Scelto dopo mesi di brac cio di ferro fra lo Stato e la Regione, annunciato in pompa magna come la soluzione a tutti i mali delle strade siciliane e tuttavia mai nominato. Per sei mesi tutti sono rimasti convinti che Gianluca Ievolella girasse i cantieri in ogni provincia siciliana con i gradi di commissario per la viabilità, incarico che gli era stato affibbiato dall ' ex mini stro Danilo Toninelli. «Invece ero lì solo come provveditore alle opere pubbliche, incarico che già avevo e che resta l ' unico che mi è stato formalizzato» ammette lui oggi. Quella nomina, al ministero delle Infrastrutture, non è mai stata fatta. Solo annunciata il 2 luglio. Al punto che oggi nella legge di Stabilità in costruzione al Parlamento nazionale c ' è una norma che prevede la figura di un nuovo commissario alla viabilità. Una replica? No, la definizione dell ' originale. Così il vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri spiega il corto circuito: «Dopo che Ievolella è stato scelto è caduto il governo. E quando siamo arrivati noi ci siamo accorti che la legge che istituiva la figura del commissario alla viabilità per le strade provinciali era incompleta. Non assegnava poteri a questa figura. Per questo motivo Ievolella non è mai stato formalmente nominato. Nel frattempo abbiamo iniziato a lavorare per cambiare la legge e poter dare poteri veri al co m m i s s a r i o » . E tuttavia già al momento dell ' annuncio di Ievolella si parla va in ben altra prospettiva. Il 2 luglio è il ministro Toninelli, in uno degli ultimi atti di scontro con la Regione, ad annunciare la scelta: «Pur non facendo parte della terna di opzioni messa inizialmente sul tavolo dal ministero, l'ingegner Ievolella rappresenta a nostro avviso un ' ottima soluzione in termini di professionalità e competenza». Toninelli si diceva soddisfatto anche per la condivisione della scelta mostrata dal presidente Musumeci. Era un dettaglio non da poco perché inizialmente quella del commissariamento era stata una minaccia alla Regione messa sul tavolo da Toninelli. La prima volta avvenne il 13 marzo scorso quando a Caltanissetta, per inaugurare un cantiere mai terminato, il ministro e il premier Conte parlarono della necessità di sbloccare 350 milioni affidandoli al futuro commissario per avviare i cantieri. E si lamentarono, Conte e Toninelli, della scarsa attività della Regione sul tema delle strade. All ' epoca Giancarlo Cancelleri era il leader dei grillini all ' Ars e commentò così: «Il commissario avrà poteri molto ampi, sarà una figura analoga a quella che è stata messa in campo a Genova per la ricostruzione del ponte Morandi». E in effetti anche il 2 luglio, al momento dell ' annuncio, fu detto che Ievolella si sarebbe occupato del rifacimento di 180 strade siciliane. C ' era anche un primo elen co di 70 interventi da affidare a Ievolella: 11 cantieri in provincia di Palermo, 8 sia nel Catanese che nell ' Ennese, 9 sia nel Messinese che nel Trapanese, 4 nell ' A g r i ge n tino, 10 nel Nisseno, 6 nel Ragusano e 5 in provincia di Siracusa. Il tutto finanziabile con i primi 102 milioni. Il tutto, però, mai messo nero su bianco. Da quel 2 luglio a oggi Ievolella è rimasto commissario in pectore. Anche se nessuno, né a Roma né a Palermo, aveva mai comunicato che nel frattempo tutto si era fermato. E probabilmente nessuno lo avrebbe comunicato se non fosse spuntato al Senato un emendamento degli stessi grillini che riscriveva i contorni e i poteri del commissario: «Con l ' e m e n d a mento in discussione gli attribuiamo poteri di derogare alle norme sugli appalti in modo da avviare velocemente in cantieri. E gli daremo anche il budget per creare una struttura» assicura oggi il viceministro Cancelleri. Resta il fatto che da luglio a oggi sulle strade non si è fatto nulla. O almeno non lo ha fatto il commissario voluto dal governo nazionale: «È vero che il decreto del presidente del Consiglio che formalizzava la mia nomina non è mai arrivato - ammette Ievolella - ma io anche da provveditore ho il compito di vigilare sui cantieri e in questa veste ho agito». Forse anche per questo motivo alla Regione non lo hanno ostacolato, deponendo le armi dopo l ' a n n u n cio di Toninelli: «Non aveva poteri. E i soldi li abbiamo noi» ha sintetizzato l ' assessore alle Infra strutture Marco Falcone, lasciando intendere che Ievolella non era una minaccia. Tanto più se alla Regione sono rimasti pienamente in possesso del tesoretto da 250 milioni destinato proprio alle strade. Ievolella, a suo modo, conferma: «In base alla legge Sblocca cantieri, io non avrei potuto spostare un mattone... E tuttavia i miei compiti di provveditore mi attribuiscono comunque un ruolo sugli appalti, dunque non mi straccio le vesti per una nomina mai arrivata. Sulla quale ovviamente non ho preso un euro di compenso». Resta il fatto che Cancelleri oggi anticipa che «comunque, cambiata la legge, il commissario sarà sempre Ievolella». Lui, il commissario non commissario, allarga le braccia: «Staremo a vedere. Co ' sti chiari di luna...».

Foto: Viabilità colabrodo. La strada Provinciale 2A nell ' Agrigentino, sopra. A destra: Gianluca Ievolella, in basso Giancarlo Cancelleri


Foto: L ' intoppo a Roma La crisi di governo a luglio ha fermato l ' iter. Cancelleri: presto avrà pure il budget