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25/11/2020

Strada dei Parchi, sequestrati 27 milioni

Il Sole 24 Ore - Ivan Cimmarusti

VIADOTTI
Presunta «omissione» della manutenzione ordinaria e straordinaria
La presunta «omissione» della manutenzione ordinaria e straordinaria di sette viadotti nella tratta teramana autostradale da Isola del Gran Sasso a Colledara, costa l'accusa di inadempimento di contratti di pubbliche forniture, attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e abuso d'ufficio per i vertici della concessionaria Strada dei Parchi spa.

Nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Teramo sono finiti l'amministratore delegato Cesare Ramadori, il presidente e il vice presidente del Cda Lelio Scopa e Mauro Fabris, il direttore generale Igino Lau e i direttori operativi Marco Carlo Rocchi e Gabriele Nati.

L'ipotesi preliminare è compendiata in un'informativa degli investigatori del Nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza di Teramo, ha portato alla convalida del sequestro di 26,7 milioni di euro. Stando agli investigatori, ci sarebbero state «plurime condotte omissive» in violazione dall'aggiornata Convenzione unica tra il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Strada dei Parchi del 28 novembre 2019, che riguarderebbe i sette viadotti: San Nicola 1 e San Nicola 2 (in direzione Teramo-Roma), San Nicola e Grotte (in direzione Roma-Teramo), Cerchiara, Cretara, Biselli, Collecastino e Temperino.

Secondo i magistrati ci sarebbe una «grave situazione», accertata a partire da settembre 2018 ad oggi, causata dalla presunta «inadempienza» degli obblighi di manutenzione. Le uniche opere di manutenzione ordinaria svolte, sempre secondo l'accusa dei pm, hanno riguardato negli anni la pavimentazione, il verde, le segnaletiche e non le parti strutturali dei viadotti (cassoni, pile e appoggi e ritegni antisismici). Interventi di manutenzione, questi, non sostenuti da Strada dei Parchi ma effettuati a partire dal 2018 con contributi statali erogati in base ai provvedimenti successivi al crollo del Morandi di Genova.

Gli inquirenti ritengono «grave» anche la presunta inottemperanza agli obblighi di manutenzione straordinaria che gravavano sulla concessionaria dal 2009 relativamente al viadotto Temperino, da eseguirsi entro il 2013 ma anch'essi omessi fino al 2018-2019, quando sono stati svolti con contributi dello Stato.

Infine ci sarebbero gli appalti affidati a società dello stesso gruppo in violazione della Concessione. È un capitolo dell'indagine che ha portato i pm a ipotizzare l'accusa di abuso d'ufficio. In particolare avrebbero attributo appalti oltre la percentuale di legge alla Toto spa Costruzioni generali anche in presunta violazione del Codice degli Appalti.

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